Come muore il colonnello Aureliano Buendía e che destino ha in Cent’anni di solitudine?

Come muore il colonnello Aureliano Buendía? La scena del castagno e il destino del guerriero di Cent’anni di solitudine, spiegati con spoiler.

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Autore: Redazione ,

Attenzione, spoiler: il colonnello Aureliano Buendía muore ormai anziano nel cortile della casa di famiglia, mentre urina sotto il castagno e resta immobile con la fronte appoggiata al tronco. Non viene ucciso in guerra, non finisce davanti al plotone di esecuzione e non muore per il precedente tentativo di suicidio. Il romanzo non indica una causa medica precisa, ma presenta la sua fine come una morte improvvisa, silenziosa e apparentemente naturale.

Il suo destino in Cent’anni di solitudine è quello di sopravvivere alla propria leggenda per ritirarsi in una quotidianità ripetitiva, dominata dai pescetti d’oro e dall’isolamento. L’interesse per il personaggio è stato rinnovato anche dalla serie Netflix di Cent'anni di solitudine, ma la risposta completa sulla sua fine si trova nel romanzo di Gabriel García Márquez.

Come muore il colonnello Aureliano Buendía?

La morte arriva durante una giornata che, fino a quel momento, sembra identica a molte altre della sua vecchiaia. Aureliano Buendía lavora nel laboratorio di oreficeria, concentrato sui pescetti d’oro che scandiscono le sue ore. È un’attività meticolosa che gli permette di tenere a distanza i ricordi della guerra e la delusione accumulata nel corso della vita.

Nel pomeriggio sente la musica e il rumore dei bambini che accompagnano il passaggio di un circo. Esce sulla strada e osserva il corteo insieme agli altri abitanti di Macondo. Quella visione risveglia per un istante il ricordo dell’infanzia e della giornata in cui suo padre lo portò a conoscere il ghiaccio. Terminato il passaggio, però, la nostalgia lascia nuovamente spazio alla sua solitudine.

Il colonnello torna nel cortile e raggiunge il castagno per urinare. Cerca ancora di pensare al circo, ma non riesce più ad afferrarne il ricordo. Piega la testa, appoggia la fronte contro il tronco e rimane immobile: è morto. La narrazione non descrive una ferita, un’aggressione o una malattia riconoscibile. Per questo non è corretto attribuirgli con certezza un infarto, un ictus o un’altra causa clinica.

La famiglia non comprende subito che cosa sia accaduto. Soltanto il giorno seguente, verso le undici, Santa Sofía de la Piedad nota gli avvoltoi che scendono nel cortile e scopre il corpo. Anche questo ritardo completa la scena: uno degli uomini più temuti e famosi della storia di Macondo muore senza testimoni e resta per ore inosservato nella propria casa.

Perché Aureliano Buendía non muore davanti al plotone di esecuzione?

L’inizio di Cent’anni di solitudine mostra il colonnello davanti a un plotone di esecuzione mentre ricorda il ghiaccio conosciuto da bambino. La frase può far pensare che quella sia la sua morte, ma si tratta di un’anticipazione di un momento al quale sopravvive.

Durante le guerre Aureliano viene catturato e condannato alla fucilazione, ma l’esecuzione non si conclude con la sua morte. La sua intera vicenda è costruita intorno a una sopravvivenza quasi ostinata: promuove trentadue rivolte armate e le perde tutte, scampa a quattordici attentati, a settantatré imboscate, al plotone e perfino a una dose di stricnina sufficiente, secondo il narratore, a uccidere un cavallo.

Dopo la firma del trattato di Neerlandia, tenta inoltre di togliersi la vita sparandosi al petto. Anche quel colpo non lo uccide. Il contrasto è quindi deliberato: il guerriero sopravvive alle occasioni più spettacolari e violente, mentre la morte lo raggiunge molti anni dopo durante un gesto ordinario.

Qual è il destino del colonnello Aureliano Buendía?

Aureliano nasce con una disposizione silenziosa e introversa e, prima della guerra, lavora già come orefice. Il conflitto lo trasforma nel colonnello Aureliano Buendía, comandante rivoluzionario e figura leggendaria. Con il passare del tempo, però, la lotta perde per lui ogni chiarezza ideale: il potere, la disciplina militare e la diffidenza lo separano sempre di più dagli affetti e dal resto dell’umanità.

La pace non gli offre una vera riconciliazione. Dopo il trattato e il tentato suicidio, torna a Macondo, rifiuta di farsi integrare nella celebrazione ufficiale del proprio mito e si rinchiude nel laboratorio. Qui fabbrica pescetti d’oro, li scambia con monete e usa nuovamente l’oro per continuare il lavoro. L’attività forma un circuito che non produce un cambiamento reale: ciò che conta non è accumulare ricchezza, ma occupare interamente la mente.

Il suo destino non coincide quindi con una sconfitta militare definitiva, bensì con una lenta uscita dalla storia. Il rivoluzionario diventa un artigiano anziano, sempre meno interessato alla politica e sempre più chiuso nella propria routine. È vivo, ma ha già rinunciato quasi completamente al mondo esterno.

Che cosa significano il castagno e i pescetti d’oro?

Il luogo della morte collega il colonnello al padre, José Arcadio Buendía. Il fondatore di Macondo aveva trascorso sotto quello stesso castagno gli ultimi anni della propria vita, legato al tronco dopo essere stato sopraffatto dalla follia. Aureliano non ripete esattamente la sua storia, ma finisce nello stesso spazio familiare.

In chiave interpretativa, il ritorno al castagno rende visibile il movimento circolare che attraversa il romanzo: nomi, caratteri, errori e forme di isolamento ricompaiono nelle diverse generazioni dei Buendía. Anche i pescetti d’oro appartengono a questa logica. Aureliano li fabbricava prima di diventare un guerriero e torna a fabbricarli dopo avere attraversato la guerra, come se la sua lunga avventura lo avesse ricondotto al punto di partenza.

La scena del circo aggiunge un ultimo movimento al cerchio. Poco prima di morire, Aureliano ritrova la memoria dell’infanzia e del ghiaccio, la stessa immagine associata al plotone nell’apertura del romanzo. Ma il ricordo subito si dissolve. La morte non incorona il mito del colonnello: restituisce Aureliano alla fragilità, alla vecchiaia e alla solitudine.

La risposta in breve

  • Come muore? Sotto il castagno del cortile, mentre urina, con la fronte appoggiata al tronco.
  • Qual è la causa? Il romanzo non offre una diagnosi; la morte appare improvvisa e non violenta.
  • Chi lo trova? Santa Sofía de la Piedad, il giorno successivo.
  • Qual è il suo destino? Sopravvive alla guerra e al tentato suicidio, poi trascorre la vecchiaia isolato, fabbricando pescetti d’oro.

Domande frequenti sulla morte di Aureliano Buendía

Aureliano Buendía viene fucilato? No. Il plotone di esecuzione è un passaggio fondamentale della sua storia, ma non rappresenta la sua morte. Il colonnello sopravvive e torna a combattere.

Muore suicida? No. Tenta il suicidio dopo il trattato di Neerlandia, sparandosi al petto, ma sopravvive. La morte sotto il castagno avviene molti anni più tardi e non viene descritta come volontaria.

Muore solo? Sì, nel senso che nessuno assiste al momento della morte. Il corpo rimane nel cortile fino al giorno seguente, quando Santa Sofía de la Piedad comprende che è successo qualcosa.

La sua morte conclude il romanzo? No. La storia della famiglia Buendía e di Macondo continua per altre generazioni. La fine del colonnello è però uno degli snodi decisivi nel progressivo passaggio dalla memoria storica all’oblio.

Immagine di copertina fornita da The Movie Database (TMDB). Questo prodotto usa le API di TMDB ma non è approvato o certificato da TMDB.

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