I fiumi di porpora è stato girato soprattutto tra Savoia, Alta Savoia e Isère, nelle Alpi francesi, con alcune riprese realizzate anche a Grenoble e nell’area parigina. Le città di Guernon e Sarzac sono invece inventate: il film di Mathieu Kassovitz ha unito luoghi diversi per costruire il suo inquietante universo montano.
La cascata del primo delitto
Una delle location più riconoscibili è la cascata di Saint-Benoît, ad Avrieux, in Savoia: è qui che viene ambientato il ritrovamento del primo corpo. Il salto d’acqua si trova lungo la strada D215, fra Aussois e Avrieux, vicino alla cappella di Saint-Benoît, ed è raggiungibile facilmente dalla strada turistica dei forti dell’Esseillon.
La cascata è una meta naturale visitabile e permette di ritrovare uno dei paesaggi più cupi e spettacolari del film, pur avendo naturalmente un volto assai diverso da quello creato dalla fotografia del thriller. La valle della Maurienne, con le sue montagne e le sue strutture industriali, contribuisce in modo decisivo alla sensazione di isolamento che accompagna Pierre Niemans, interpretato da Jean Reno.
L’università di Guernon esiste davvero?
L’austera università di Guernon non esiste come istituzione, ma i suoi esterni sono stati ripresi presso il centro ONERA di Modane-Avrieux, nel comune di Avrieux. Il complesso ospita grandi infrastrutture di ricerca aerospaziale, comprese le celebri gallerie del vento, e la sua architettura severa è stata sfruttata per immaginare l’ateneo al centro del mistero.
Il film mostra gli esterni dell’edificio amministrativo, mentre gli interni dell’università furono realizzati nell’antico museo di pittura di Grenoble. Il centro ONERA è una struttura di ricerca in attività e non va considerato una normale attrazione turistica; la cascata di Saint-Benoît resta quindi la tappa più semplice per chi vuole vedere dal vivo un luogo legato a questa parte della storia.
Albertville e l’eredità olimpica
Due scene furono girate all’anello di velocità di Albertville, il sito utilizzato per il pattinaggio di velocità durante i Giochi olimpici invernali del 1992. Dopo quell’evento, l’impianto è stato riconvertito in stadio di atletica e fa parte del Parc Olympique Henry-Dujol.
Oggi il parco conserva diversi segni dell’appuntamento olimpico, fra cui la Halle Olympique e il grande pennone delle cerimonie. Non è dunque un set rimasto immobile nel tempo, ma uno spazio cittadino ancora utilizzato per manifestazioni e attività sportive.
La Chartreuse de Mélan e gli altri scenari alpini
In Alta Savoia, la Chartreuse de Mélan di Taninges compare nella scena dell’incontro fra Max Kerkerian, interpretato da Vincent Cassel, e la madre di Judith Hérault. L’antico complesso monastico, fondato nel 1291, conserva la chiesa medievale, il chiostro del XVI secolo e un parco di sculture contemporanee, visitabili secondo il calendario del sito.
Le riprese alpine hanno coinvolto anche ghiacciai e paesaggi del massiccio del Monte Bianco, contribuendo a rendere credibile una geografia immaginaria fatta di neve, gole e villaggi remoti. È proprio questa combinazione di luoghi reali a dare a I fiumi di porpora la sua atmosfera gelida e memorabile.