Io sono l'abisso è stato girato soprattutto sulle rive del Lago di Como, tra borghi, ville e passeggiate affacciate sull'acqua; alcune sequenze sono state realizzate anche a Roma e nel Lazio. Le location più riconoscibili e visitabili si trovano a Nesso, Bellagio, Mandello del Lario e Lecco, scenari che il film di Donato Carrisi trasforma in luoghi sospesi e inquieti.
L'Orrido di Nesso e le sponde del Lago di Como
Tra le ambientazioni decisive c'è l'Orrido di Nesso, la gola naturale formata dai torrenti Nosée e Tuf prima che l'acqua raggiunga il lago. Nel film è legato a un momento cruciale della vicenda della Cacciatrice di mosche, interpretata da Michela Cescon. È uno dei posti che si possono vedere davvero: l'orrido è osservabile dall'alto e dal ponte della Civera, raggiungibile scendendo verso il lago.
L'acqua è una presenza costante nel thriller del 2022, e il Lario non è soltanto uno sfondo. Le rive, le montagne e le prospettive strette dei borghi costruiscono l'atmosfera della storia dell'Uomo che puliva, interpretato da Gabriel Montesi, e della Ragazzina col ciuffo viola, interpretata da Sara Ciocca.
Bellagio, Mandello del Lario e Lecco
A Bellagio è stato utilizzato il porto di Pescallo, dove la Cacciatrice di mosche incontra il Professore. Il piccolo approdo è visitabile liberamente e conserva la fisionomia di antico borgo di pescatori, separato dalle zone più affollate del centro di Bellagio.
Le riprese hanno toccato anche Mandello del Lario, nei pressi della riva e dei giardini pubblici: è qui che si inseriscono le scene legate all'incontro tra l'Uomo che puliva e la Ragazzina col ciuffo viola. A Lecco compare invece il lungolago davanti alla statua di San Nicolò. La passeggiata sul Lungolario Isonzo è accessibile e permette di riconoscere il rapporto tra la città, il lago e le montagne mostrato nel film.
Le ville e gli interni non sempre accessibili
Alcune dimore private hanno ospitato le riprese. A Como si trova Villa Bonomi, scelta per la casa della famiglia Rottinger; a Dongo Villa Rubini Radaelli è stata usata per la festa e per la piscina visibile nelle scene iniziali. Sono proprietà da osservare soltanto dall'esterno quando possibile: non sono tappe da considerare automaticamente aperte al pubblico.
Il film è passato anche da Lierna, Civate e Pomezia. A Roma sono stati utilizzati gli studi De Paolis per vari interni, compreso l'appartamento dell'Uomo che puliva ricostruito in teatro di posa. Il finale con la pioggia, quindi, non è stato girato in una vera abitazione: la scenografia è stata realizzata appositamente per quella sequenza.