Per qualche dollaro in più è stato girato soprattutto in Spagna, tra il deserto di Tabernas e i paesaggi rurali di Níjar, nella provincia di Almería. Gli interni furono realizzati anche negli studi romani di Cinecittà, mentre oggi i luoghi più riconoscibili da visitare sono il villaggio di El Paso, Los Albaricoques e il Cortijo del Fraile.
Il deserto di Tabernas e la vera El Paso
Il cuore scenografico del film è nell'arido deserto di Tabernas. Qui fu costruito appositamente un grande villaggio western progettato da Carlo Simi: nel racconto rappresenta El Paso, la città della banca presa di mira da El Indio e dalla sua banda.
Quel set non è scomparso. Oggi è inglobato nel parco tematico Oasys MiniHollywood, nel territorio di Tabernas. La piazza centrale conserva l'impianto creato per il film e permette di riconoscere la banca, il saloon, l'albergo e l'ufficio dello sceriffo. È quindi la tappa più immediata per confrontare le inquadrature del 1965 con un luogo ancora fisicamente esistente.
Il complesso è aperto al pubblico come attrazione turistica, con spettacoli western, un museo del cinema e altre attività. Non si visita soltanto un generico paese del West: l'originaria El Paso di Sergio Leone costituisce ancora il nucleo storico del villaggio.
Los Albaricoques, il paese del duello finale
Nel comune di Níjar, il piccolo abitato di Los Albaricoques fu trasformato nella messicana Aguas Calientes. Qui furono girati l'arrivo di Manco, interpretato da Clint Eastwood, il confronto dei due cacciatori di taglie con gli uomini dell'Indio e soprattutto il duello conclusivo.
Il cerchio del duello tra il colonnello Mortimer e l'Indio è una vera aia, restaurata e ancora riconoscibile. È il luogo legato alla celebre resa dei conti scandita dal carillon e dalla musica di Ennio Morricone. Nel paese, un percorso cinematografico segnala le scene più note e aiuta a ritrovare gli scorci comparando il paesaggio reale con quello visto sullo schermo.
Per chi ricorda i primissimi piani di Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Gian Maria Volonté, questa è la location più emozionante: non un parco ricostruito, ma un borgo abitato che Leone trasformò in set naturale.
Il Cortijo del Fraile, il rifugio dell'Indio
Un'altra location certa è il Cortijo del Fraile, nel Parco naturale di Cabo de Gata-Níjar. Dopo la rapina alla banca, il complesso rurale rappresenta il nascondiglio dell'Indio e della sua banda, immerso nello stesso paesaggio spoglio che dà al film il suo aspetto messicano.
Oggi il cortijo si raggiunge lungo il percorso ciclo-pedonale che collega Los Albaricoques, il Cortijo del Fraile e Rodalquilar; nell'area è presente anche un parcheggio. L'edificio è in fase di recupero e va osservato dall'esterno, rispettando la segnaletica e le limitazioni del luogo. La visita vale soprattutto per il panorama, rimasto immediatamente riconoscibile.
Gli interni negli studi di Cinecittà
Accanto agli esterni spagnoli, Leone utilizzò gli studi di Cinecittà a Roma per le riprese in teatro di posa. Era la soluzione che permetteva di controllare luci, ambienti e scenografie, completando il mondo costruito sotto il sole dell'Andalusia.
Gli studi romani sono visitabili attraverso i percorsi aperti al pubblico di Cinecittà si Mostra e del MIAC, dedicati alla storia della produzione cinematografica, ai mestieri del set e alle scenografie. Per ritrovare le facciate specifiche del film, però, la meta decisiva resta Tabernas, dove il set di El Paso è sopravvissuto ed è entrato nella vita turistica del deserto.
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