Salvatore Giuliano è stato girato in Sicilia, negli stessi territori legati alla vicenda storica del bandito. Per il film del 1962, Francesco Rosi scelse soprattutto Montelepre, Portella della Ginestra e Castelvetrano, affiancati da altre località della provincia di Palermo.
Questa scelta dà al racconto un'impronta particolare: molte strade, piazze e paesaggi non sono ricostruzioni, ma luoghi reali nei quali si svolsero fatti che il film riprende e rielabora.
Montelepre, il paese al centro della vicenda
Montelepre, in provincia di Palermo, è una delle location principali. Qui nacque Salvatore Giuliano e qui la troupe lavorò nelle vie del centro, coinvolgendo anche abitanti del posto come comparse. Il paese restituisce nel film il clima di tensione del dopoguerra, fatto di controlli, rastrellamenti e vita quotidiana osservata nelle strade.
Fra gli spazi utilizzati figurano Piazza Flora e le vie Licari, Donizetti, Marchese, Castrense e Curti. Si tratta di zone urbane che esistono ancora e possono essere percorse a piedi, tenendo presente che l'aspetto degli edifici e degli accessi è naturalmente cambiato nel tempo. Il centro storico resta comunque il punto più immediato per riconnettersi alle immagini del film.
Portella della Ginestra e la scena della strage
La sequenza dedicata alla strage del Primo maggio fu realizzata a Portella della Ginestra, il valico montano dove l'eccidio avvenne realmente nel 1947. Rosi girò quindi nel luogo storico, dando alla scena un peso documentario che distingue il film da una ricostruzione realizzata interamente in studio.
Portella della Ginestra si trova nell'area montuosa fra Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato. È un luogo aperto, raggiungibile per chi desidera vedere il paesaggio della sequenza e fermarsi davanti al memoriale dedicato alle vittime. Nel film quel terreno spoglio, con le alture intorno, diventa parte essenziale del racconto collettivo che supera la sola figura del bandito.
Castelvetrano e il cimitero
Un'altra tappa decisiva è Castelvetrano, in provincia di Trapani, città connessa agli ultimi giorni di Giuliano. Le riprese utilizzarono il cimitero cittadino, dove è ambientato il momento in cui la madre viene condotta a riconoscere il corpo del figlio. Il cimitero si trova in via Aurelio Saffi ed è ancora visitabile nel rispetto della sua funzione e delle normali regole di accesso.
Nel film compare inoltre Piazza San Francesco d'Assisi, usata per una scena collocata anni dopo la morte del protagonista. Anche questa piazza è tuttora parte del tessuto urbano di Castelvetrano. Le location siciliane di Salvatore Giuliano non sono quindi soltanto sfondi: conservano il legame diretto fra la finzione cinematografica e la storia che Rosi volle interrogare.