Una tragedia ha scosso la comunità di Lagonegro, in provincia di Potenza, dove una giovane donna di 36 anni originaria di Scalea ha perso la vita dopo aver dato alla luce la sua terza figlia. Il drammatico evento si è verificato sabato 7 febbraio nella mattinata, all'interno dell'ospedale cittadino, mentre la neonata è fortunatamente in buone condizioni di salute. Secondo le prime ricostruzioni investigative condotte dai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, la causa del decesso sarebbe riconducibile a un'emorragia interna sopraggiunta dopo il parto.
La vicenda ha immediatamente mobilitato le istituzioni regionali. Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata, insieme all'assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona Cosimo Latronico, ha rilasciato una nota congiunta sottolineando l'urgenza di fare luce sulla tragedia. "È doveroso che sia fatta chiarezza in tempi rapidi", hanno dichiarato i due amministratori, esprimendo al contempo vicinanza e solidarietà alla famiglia della vittima.
L'indagine si concentra ora sulla ricostruzione minuziosa della dinamica dell'accaduto e sulla verifica della correttezza di ogni passaggio assistenziale. La Direzione dell'Azienda ospedaliera regionale San Carlo ha istituito un gruppo tecnico interno con il compito di analizzare tutti gli aspetti della vicenda, mentre Bardi e Latronico hanno impartito precise disposizioni ai vertici sanitari affinché si attivino immediatamente tutte le procedure necessarie per garantire la massima trasparenza.
Nella nota ufficiale diffusa dall'Azienda San Carlo è stato espresso profondo cordoglio per l'accaduto, definito come un evento che "ha trasformato in dramma uno dei momenti di gioia assicurati regolarmente dal Punto Nascita dell'ospedale di Lagonegro". L'ente sanitario ha garantito massima collaborazione con le autorità competenti, mettendo a disposizione ogni elemento fattuale e documentale utile alle indagini.
Sulla drammatica vicenda è intervenuta anche Tiziana Silletti, garante delle vittime di reato, che ha assicurato il proprio impegno nel seguire l'evolversi della situazione. "Cercare la verità è un atto dovuto verso la vita perduta e verso tutte le donne che si affidano alla sanità pubblica", ha dichiarato Silletti, sottolineando come questa tragedia richiami con forza la responsabilità delle istituzioni, soprattutto nei presìdi sanitari che servono territori complessi e aree interne.
La garante ha inoltre posto l'accento su un tema cruciale: la necessità di garantire il diritto alla salute con la stessa qualità, attenzione e sicurezza in ogni parte del territorio nazionale. "Non ci volteremo dall'altra parte", ha concluso Silletti, manifestando vicinanza sincera alla famiglia devastata dal lutto. La giovane donna lascia il marito e tre bambini, tra cui la neonata che dovrà crescere senza conoscere l'affetto materno.
Le autorità regionali hanno ribadito l'impegno a mantenere alta la vigilanza e a rimanere a disposizione della magistratura per garantire che emerga la verità con la massima trasparenza, a tutela della dignità della vittima e del diritto fondamentale alla salute di tutti i cittadini lucani. L'inchiesta prosegue per stabilire se vi siano state eventuali responsabilità o carenze nell'assistenza prestata durante il travaglio e il parto.
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