Funko: negato il riesame della causa su inventario e sistemi informatici

Il Nono Circuito respinge il riesame chiesto da Funko e dagli ex dirigenti: prosegue parte della causa degli azionisti su inventario e sistemi informatici.

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Autore: Redazione ,

Il nodo giudiziario più delicato per Funko resta aperto: cosa la società comunicò agli investitori mentre scorte e infrastruttura informatica diventavano un problema. Il 2 settembre 2026 la Corte d’appello del Nono Circuito ha respinto le richieste di riesame presentate dall’azienda e dagli ex dirigenti Andrew Perlmutter e Jennifer Fall Jung, compresa quella davanti all’intero collegio dei giudici. La corte ha inoltre pubblicato un’opinione emendata e rinviato il procedimento al tribunale inferiore.

La decisione non amplia la causa, ma lascia intatto il perimetro tracciato il 4 febbraio 2026, quando una parte delle contestazioni degli azionisti era stata ripristinata. Potranno quindi proseguire le accuse relative ad alcune informative depositate presso la SEC sulla gestione dell’inventario e sull’impiego dei sistemi informatici esistenti, insieme alla collegata responsabilità di controllo. Rimangono respinte, invece, le doglianze riguardanti altre dichiarazioni operative e la capacità distributiva della società.

È su questo confine che acquistano peso i numeri contenuti nell’opinione. Il quadro riportato dalla corte, che in questa fase recepisce le allegazioni dei ricorrenti senza trasformarle in accertamenti definitivi, comprende milioni di prodotti da collezione svalutati per decine di milioni di dollari. Tra 300 e 500 container affittati sarebbero inoltre rimasti nel parcheggio del centro distributivo di Buckeye, in Arizona. Quando nel 2022 fu comunicata la svalutazione, il titolo Funko perse più della metà del proprio valore, secondo la ricostruzione esposta nell’opinione.

Il rigetto del riesame chiude dunque il tentativo di fermare questa parte del contenzioso davanti al Nono Circuito, senza recuperare le contestazioni già escluse. Il confronto torna ora al tribunale inferiore e resta concentrato su un tema preciso: se le comunicazioni agli azionisti abbiano rappresentato correttamente la gestione delle scorte e il ricorso ai sistemi informatici disponibili, oltre al ruolo di controllo attribuito agli ex dirigenti.