Il caso di Garlasco torna a far discutere con una rivelazione che potrebbe gettare nuova luce su uno dei cold case più controversi della cronaca italiana. FarWest, il programma condotto da Salvo Sottile, ha infatti recuperato e mandato in onda la ricostruzione audio di un video privato registrato da Chiara Poggi e Alberto Stasi il 1° maggio 2007, appena tre mesi prima del delitto che avrebbe sconvolto l'Italia intera. La registrazione, rimasta finora inedita, cattura un momento intimo tra i due fidanzati che all'epoca sembravano una coppia qualsiasi, ignari del destino tragico che li attendeva.
L'inviata Chiara Ingrosso ha presentato martedì 10 febbraio la ricostruzione della conversazione, un documento che secondo alcuni esperti presenti in studio potrebbe finalmente svelare il movente mai realmente chiarito dell'omicidio della 26enne. Nel video, girato con tono apparentemente scherzoso, emergono però tensioni sotterranee tra i due giovani, con Chiara che rivolge al fidanzato Alberto rimproveri velati ma significativi sulla loro relazione.
"Il Tato non c'è mai, non ha mai tempo il fine settimana. Ci sono gli appunti, ci sono i suoi cazzi, ci sono i suoi amici", dice Chiara rivolgendosi alla telecamera, usando il vezzeggiativo con cui chiamava Stasi. La giovane prosegue con tono amareggiato: "Il Tato fa da sé tre volte a settimana, un giorno sì e un giorno no". Parole che, nonostante il contesto apparentemente giocoso fatto di nomignoli affettuosi, lasciano trasparire un disagio concreto nella coppia.
La conversazione si fa ancora più esplicita quando Chiara affronta un tema delicato: "Se la fidanzata non gli dà quello che vuole, pagano, vanno a troie e lo ottengono". Una frase che in studio ha immediatamente acceso il dibattito sul possibile significato nascosto. Chiara conclude poi con un'affermazione che oggi suona tragicamente profetica: "Tu capirai che non sono un'assatanata", a cui Alberto risponde difendendosi: "Non ho mai pagato". L'ultima battuta della ragazza chiude il cerchio con un misto di ironia e sfiducia: "Farò finta di credergli".
Gli ospiti presenti nello studio di Salvo Sottile hanno interpretato l'audio in modi diversi. Pur concordando tutti sul fatto che si trattasse di un momento giocoso tra fidanzati, alcuni hanno intravisto in quelle parole un possibile movente finora mai emerso con chiarezza nelle indagini. Secondo questa lettura, Chiara avrebbe fatto riferimento ai contenuti pornografici presenti nel computer di Alberto, un dettaglio emerso durante le indagini che all'epoca non era stato considerato centrale nella ricostruzione dei fatti.
Ma le novità sul delitto di Garlasco non finiscono qui. Dalle carte del Ris è riemersa anche una lettera anonima recapitata alla famiglia Poggi, precisamente a papà Giuseppe, il 22 agosto 2022, ben quindici anni dopo l'omicidio. La missiva, scritta con grafia incerta e numerosi errori ortografici, contiene accuse dirette e un linguaggio violento: "Scemo (h)ai visto chi è stato a uccidere tua figlia altro che non c'entra niente dovevi guardarlo bene negli occhi che uomo di merda sei è un assassino sei rimbambito".
Questa lettera si aggiunge al misterioso messaggio apparso nel cimitero di Garlasco pochi mesi dopo l'omicidio, che indicava un certo "Marco" come presunto assassino. Due elementi che, secondo alcuni, potrebbero indicare la presenza di testimoni o complici mai identificati, mentre per altri si tratterebbe di crudeli scherzi o tentativi di depistaggio da parte di persone squilibrate.
Alberto Stasi è stato condcondannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nell'abitazione della giovane a Garlasco. Nonostante la sentenza, il caso continua a dividere l'opinione pubblica tra chi ritiene la colpevolezza provata e chi invece sostiene l'innocenza del ragazzo, oggi libero dopo aver scontato la pena. Questi nuovi elementi riportati da FarWest riaccendono inevitabilmente il dibattito su una vicenda che, a distanza di quasi vent'anni, continua a non offrire risposte definitive a molte domande rimaste aperte.
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