L'incidente probatorio che vede protagonista Andrea Sempio sta per concludersi, con la data finale fissata al 18 dicembre. Il 37enne è indagato per omicidio in concorso con Alberto Stasi o terze persone nel caso della morte di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuta il 13 agosto 2007. Sebbene l'inchiesta sia nata dal ritrovamento di materiale genetico sotto le unghie della vittima, nel corso del 2025 sono emersi ulteriori elementi che hanno arricchito il quadro probatorio a suo carico.
La genetista Denise Albani, nominata dalla Procura di Pavia, ha recentemente comunicato i risultati delle analisi dell'incidente probatorio. La dottoressa ha confermato una corrispondenza tra il cromosoma Y dei campioni raccolti e la linea maschile della famiglia Sempio. Questo elemento rappresenta il punto di partenza dell'intera inchiesta, ma non costituisce l'unica prova su cui si basa l'accusa.
Particolarmente significativa è la questione dell'impronta 33, individuata sulla parete del disimpegno tra il piano terra e la tavernetta della casa Poggi. Il segno si trova all'altezza delle scale dove venne scoperto il corpo senza vita di Chiara, una collocazione che gli investigatori ritengono tutt'altro che casuale.
Le telefonate all'utenza fissa della famiglia Poggi nei giorni precedenti l'omicidio hanno sollevato ulteriori interrogativi. Durante gli interrogatori del 2007 e del 2008, Sempio dichiarò di non ricordare se l'amico Marco Poggi fosse in casa, spiegando che telefonava proprio per verificarne la presenza. In altre circostanze avrebbe confuso il numero di cellulare dell'amico con quello fisso dell'abitazione, una giustificazione che non ha convinto completamente gli inquirenti.
Il presunto alibi di Sempio si basa su uno scontrino del parchimetro di Vigevano, ritirato nelle ore in cui Chiara veniva uccisa. Tuttavia, né la Procura né i suoi stessi difensori considerano questo ticket una prova sufficiente a scagionarlo. La debolezza di questo elemento ha spinto gli investigatori a cercare ulteriori riscontri.
Un filone parallelo dell'inchiesta riguarda l'ex pubblico ministero Mario Venditti, oggi indagato per corruzione dalla Procura di Brescia. Durante un controllo dei carabinieri nell'abitazione dei Sempio, gli agenti hanno rinvenuto un biglietto contenente una nota spese. Tra le voci annotate figurava un importo in denaro che, secondo l'accusa, sarebbe stato destinato a Venditti per accelerare l'archiviazione della prima inchiesta su Andrea, avvenuta tra il 2016 e il 2017. Sia l'ex pm che Giuseppe Sempio, padre dell'indagato, hanno respinto con fermezza questa accusa.
Nelle ultime settimane è emersa la notizia di un possibile movente che gli inquirenti avrebbero individuato durante le indagini. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, sarebbe stato trovato un legame tra l'indagato e la vittima, anche se al momento non ci sono indiscrezioni specifiche sui dettagli. Sempio ha sempre negato di aver avuto rapporti di confidenza o frequentazione con la 26enne, rendendo ancora più enigmatica questa ipotesi investigativa che potrebbe rivelarsi decisiva per l'esito del procedimento.
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