Il silenzio omertoso della royal family britannica sullo scandalo Jeffrey Epstein si è finalmente incrinato, e a rompere il muro di ghiaccio è stato il più discreto tra i figli della defunta Elisabetta II: il principe Edoardo. Durante il World Governments Summit di Dubai, martedì 3 febbraio, il duca di Edimburgo si è ritrovato faccia a faccia con una domanda scomoda della giornalista CNN Eleni Giokos, quella che nessuno a Buckingham Palace aveva mai osato affrontare pubblicamente. La risposta, seppur misurata, ha sollevato il velo su una ferita ancora aperta per la famiglia reale.
Inizialmente, Edoardo ha tentato la carta della schivata diplomatica: "Con tutta la buona volontà del mondo, non sono sicuro che il pubblico sia minimamente interessato a questo". Ma pressato dalla giornalista, il principe ha dovuto cedere, scegliendo con cura le parole: "È davvero importante ricordare le vittime, e chi sono le vittime in tutto questo". Una dichiarazione che nasconde un doppio significato: da un lato il doveroso pensiero verso le vittime degli abusi del pedofilo americano morto suicida in carcere nel 2019, dall'altro un velato riferimento ai danni collaterali subiti dalla famiglia Windsor stessa.
Non è la prima volta che la Corona tenta di prendere le distanze dall'ombra tossica di Epstein. Quando lo scandalo travolse il principe Andrea, re Carlo III e la regina Camilla emisero una nota ufficiale gelida nella sua formalità: "Le loro maestà desiderano chiarire che i loro pensieri e la loro massima solidarietà sono stati, e rimarranno, rivolti alle vittime e ai sopravvissuti di qualsiasi forma di abuso". Parole accompagnate da un atto senza precedenti: la rimozione totale di titoli e onorificenze del secondogenito di Elisabetta II, trasformato da principe in semplice Andrea Mountbatten-Windsor.
Il destino dell'ex principe è un monito severo per chiunque minacci la reputazione della monarchia. Cacciato dalla sua residenza storica, il Royal Lodge, Andrea si è trasferito temporaneamente a Wood Farm nel Norfolk, in attesa che la Marsh Farm sia pronta ad accoglierlo per quello che molti definiscono un vero e proprio esilio dorato. La caduta in disgrazia è stata totale: persino chi gli è sempre stato accanto ha dovuto prendere le distanze. L'ex moglie Sarah Ferguson è stata costretta a chiudere la sua Fondazione a tempo indeterminato proprio per i suoi rapporti con Epstein, mentre la figlia Eugenie sarebbe ai ferri corti con il padre a causa dello scandalo.
Ma la vicenda continua a riservare colpi di scena inquietanti. Gli ultimi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno rivelato una presunta corrispondenza epistolare tra Andrea e Epstein che includeva la condivisione di fotografie delle principesse Beatrice ed Eugenie quando erano ventenni. Il dettaglio più sconcertante? Questi scambi sarebbero proseguiti anche dopo il 2008, anno della prima condanna di Epstein per adescamento di minore e favoreggiamento della prostituzione in Florida, e soprattutto dopo che Andrea aveva pubblicamente dichiarato nella disastrosa intervista alla BBC del 2019 di aver interrotto ogni contatto con il finanziere.
Nonostante Andrea continui a proclamarsi innocente, il danno reputazionale per la famiglia reale è irreparabile. L'intervento del principe Edoardo a Dubai dimostra quanto lo scandalo Epstein sia ancora un tema radioattivo per i Windsor, capace di riesplodere a ogni nuova rivelazione. La strategia della royal family è chiara: trasformare Andrea in un non-personaggio, cancellare la sua esistenza pubblica e sperare che il tempo faccia dimenticare. Ma con il continuo emergere di nuovi documenti dagli archivi giudiziari americani, quella del pedofilo americano sembra un'ombra destinata a perseguitare Buckingham Palace ancora a lungo.
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