Un momento ad alto tasso emotivo ha animato il salotto televisivo di Caterina Balivo durante la puntata de La volta buona andata in onda mercoledì 4 febbraio: Valeria Marini è entrata e uscita più volte dallo studio in lacrime, trascinando con sé lo strascico polemico del Festival di Sanremo 2026. La showgirl, celebre per ruoli come quello in Bambola, ha puntato il dito contro Nino Frassica, reo di averla presa di mira con una battuta dal palco dell'Ariston, e ora chiede a gran voce soddisfazione pubblica.
Il motivo del contendere è uno sketch andato in scena durante la kermesse ligure, in cui Frassica aveva ironizzato sulla Marini con una frase tutt'altro che delicata: "Recentemente ha fatto un'operazione alle labbra, è gonfiata". Parole che la diretta interessata ha definito "terribilmente offensive", "dolorose" e "fuori luogo", sottolineando con la voce spezzata dai singhiozzi quanto la situazione l'abbia colpita nel profondo.
A rendere ancora più amara la pillola, secondo Marini, sarebbe la pregressa collaborazione professionale con il comico siciliano: "Ho lavorato con lui e ci sono rimasta malissimo. Ho pianto e continuo a piangere, mi ha ferita molto". Il fatto che Frassica si sia già scusato in privato non è evidentemente sufficiente a placare il suo disappunto.
Caterina Balivo ha tentato di mediare, ricordando alla sua ospite che Frassica è un comico di professione e che le sue battute colpiscono chiunque senza distinzioni. Ma Valeria Marini ha risposto con una domanda retorica — "Sì, ma perché denigrarmi?" — prima di lanciare il suo appello pubblico: vuole le scuse ufficiali dal comico, e ha indicato una data simbolica precisa, l'8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna, come scadenza ideale per riceverle.
Lo sfogo, però, non si è fermato a Frassica. Cavalcando il tema della critica facile verso chi ottiene successo, Marini ha allargato il tiro fino a colpire Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera. Il giornalista, dopo la vittoria a Sanremo del cantautore napoletano Sal Da Vinci con il brano Per sempre sì, aveva firmato un pezzo piuttosto duro: secondo Cazzullo la canzone, "banale e scontata", sarebbe stata "bocciata sonoramente" settant'anni fa, arrivando persino a paragonarla alla "colonna sonora di un matrimonio della camorra".
Marini non ha risparmiato il giornalista, liquidando il suo intervento con un gioco di parole tutt'altro che velato — una di quelle che ha definito "cazzullate" — e schierandosi apertamente dalla parte di chi ha vinto il voto popolare. Una presa di posizione che ha il sapore di una difesa più ampia contro quella cultura critica che, a suo avviso, tende a svilire il valore del consenso del pubblico.
Resta ora da vedere se Nino Frassica sceglierà di raccogliere la sfida e trasformare le scuse private in un gesto pubblico entro l'8 marzo, o se il sipario su questa piccola guerra sanremese calerà in silenzio. Nel frattempo, il clima post-Festival continua a regalare colpi di scena televisivi, dimostrando che l'Ariston, anche una volta spenti i riflettori, non smette mai davvero di far parlare di sé.
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