Un dramma familiare che si tinge di accuse pesanti e dolore inconsolabile. La nonna paterna della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta il 9 febbraio a Bordighera, ha rilasciato dichiarazioni scioccanti ai microfoni del programma televisivo "Dentro la Notizia", puntando il dito contro la nuora Manuela Aiello, ora in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale. L'anziana ha dipinto un quadro inquietante dei rapporti con la madre della nipotina, descrivendola come una donna aggressiva di cui aveva letteralmente paura e con cui i contatti si limitavano esclusivamente alle consegne di denaro per il sostentamento della famiglia.
Le parole dell'anziana sono cariche di un misto di dolore e risentimento. "Avevamo sempre paura di lei perché magari ci dava una spinta", ha raccontato senza mezzi termini, confermando poi esplicitamente che Manuela Aiello era una persona aggressiva. Un ritratto che stride con l'immagine di una madre, e che getta nuova luce sulla tragedia che ha colpito la famiglia nella loro abitazione di regione Montenero a Bordighera.
I rapporti tra la nonna e la nuora si erano ridotti al minimo indispensabile, legati unicamente alla necessità economica. "Le davamo i soldi perché mio figlio non c'è e dovevamo darle qualcosa per andare avanti", ha spiegato l'anziana, sottolineando come questi incontri fossero dettati esclusivamente dal bisogno finanziario di Aiello. Un'assistenza economica che, secondo la nonna, non veniva nemmeno ricambiata con riconoscenza.
Il quadro familiare emerso dalle dichiarazioni televisive è quello di una situazione esplosiva, caratterizzata da tensioni e conflitti. La nonna ha fatto riferimento alla denuncia che Aiello aveva sporto contro il compagno, ossia il figlio dell'anziana, per maltrattamenti, sollevando dubbi sulla dinamica reale della coppia. Alla domanda diretta del giornalista se la donna avesse mai alzato le mani sui figli, la signora ha risposto di non saperlo con certezza.
Nonostante le accuse e il dolore, l'anziana ha voluto ricordare la nipotina con parole toccanti, definendola una "bambina d'oro". Un ricordo carico di nostalgia che si intreccia con sentimenti complessi verso la stessa Aiello: "Siamo addolorati per la sua morte ma anche per Manuela che non era cattiva di animo, solo che era così", ha confidato, lasciando trasparire la complessità di una situazione che non ammette facili giudizi.
Dal punto di vista giudiziario, il gip Massimiliano Botti di Imperia non ha convalidato l'arresto iniziale di Manuela Aiello, ma ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ravvisando gravi indizi di colpevolezza e soprattutto il pericolo di inquinamento delle prove. L'accusa è quella pesantissima di omicidio preterintenzionale, che configura un reato commesso quando dall'azione violenta deriva una conseguenza più grave di quella voluta.
La chiave per comprendere cosa sia realmente accaduto nella casa di Bordighera quel tragico 9 febbraio arriverà dall'autopsia, prevista per il 16 febbraio a Sanremo. Gli esami medico-legali dovranno stabilire se le ferite da oggetto contundente riportate dalla piccola Beatrice siano compatibili con un uso della violenza oppure con la versione fornita dalla madre durante l'interrogatorio: una caduta accidentale durante la quale la bambina avrebbe impattato contro gli spigoli delle scale e il contenuto dei sacchetti della spesa. Una ricostruzione che gli inquirenti dovranno verificare con rigore scientifico per fare luce su una morte che ha scosso l'intera comunità ligure.
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