Il nuovo capitolo della saga cinematografica di Predator sta per arrivare nelle sale, e con esso un dibattito che ha infiammato i fan da mesi: il protagonista Yautja di Predator: Badlands è davvero una versione cinematografica di Broken Tusk, l'iconico cacciatore alieno dei fumetti Dark Horse? La risposta, arrivata direttamente dal regista Dan Trachtenberg durante un evento al MCM London, ha spento gli entusiasmi dei teorici più accaniti, ma ha anche rivelato quanto profondamente il team creativo stia attingendo dall'universo cartaceo per costruire questa nuova era del franchise. Per chi segue la saga da decenni, i fumetti Dark Horse hanno rappresentato una miniera di storie e personaggi che il cinema ha spesso ignorato, rendendo questa dichiarazione particolarmente significativa.
Quando un fan ha chiesto esplicitamente se Dek, il Predator protagonista del film, fosse una versione giovane di Broken Tusk e se ci fossero possibilità di vedere sul grande schermo Machiko Noguchi – la leggendaria protagonista umana della serie Aliens vs. Predator pubblicata da Dark Horse negli anni '90 – Trachtenberg ha risposto con una precisazione importante ma anche con una promessa. Il regista ha confermato che sia Broken Tusk che Noguchi sono "personaggi molto interessanti" e che il suo approccio creativo sta "attingendo moltissima ispirazione da tutti i personaggi dei fumetti", ma ha anche chiarito di non essere interessato a "reimmaginazioni dirette di albi specifici o dei loro personaggi".
La filosofia creativa di Trachtenberg, che aveva già dato prova del suo talento con Prey (2022), sembra orientata verso un approccio più organico: prendere l'essenza, i temi e l'iconografia dei fumetti piuttosto che adattare letteralmente singole storie. Il regista ha sottolineato come Predator: Badlands e il successivo progetto Predator: Killer of Killers stiano incorporando elementi dal materiale cartaceo "più di quanto abbiamo mai fatto prima in qualsiasi film" della saga. Per i fan dei comics Dark Horse, che dal 1989 hanno espanso l'universo Predator con storie spesso superiori ai film stessi, questa è comunque una notizia significativa.
Predator: Badlands segue le vicende di Dek, interpretato da Dimitrius Schuster-Koloamatangi, uno Yautja caduto in disgrazia che viaggia verso "il pianeta più pericoloso dell'universo" per abbattere un nemico formidabile e riguadagnare il rispetto del suo clan. La trama introduce un elemento interessante con Thia, interpretata da Elle Fanning: un sintetico della Weyland-Yutani senza gambe ma con una personalità sorprendentemente allegra. L'alleanza improbabile tra questi due personaggi rappresenta una novità assoluta per la saga cinematografica, avvicinandosi al tipo di dinamiche insolite che i fumetti hanno esplorato per anni.
La menzione di Broken Tusk non è casuale: nei fumetti Dark Horse, questo Predator ha stretto un legame di rispetto reciproco con Machiko Noguchi durante una caccia su Ryushi contro gli Xenomorfi, arrivando persino a marcarla come guerriera onorata del suo clan. Quella storyline, scritta da Randy Stradley e disegnata da Phill Norwood, rimane una delle più apprezzate dell'intero universo espanso e ha definito per molti fan la mitologia Yautja meglio di quanto abbiano fatto i film successivi al primo Predator del 1987. Il fatto che Dek condivida alcune caratteristiche visive con Broken Tusk aveva alimentato speculazioni online per mesi.
La precisazione di Trachtenberg serve anche a gestire le aspettative: il regista riconosce che ci saranno altri cineasti dopo di lui a lavorare sul franchise, lasciando aperta la porta a eventuali adattamenti più letterali in futuro. Nel frattempo, il suo approccio sembra concentrarsi sulla costruzione di una mitologia cinematografica che sia informata dai fumetti senza esserne vincolata. Per chi segue l'universo Predator attraverso tutti i media, questo rappresenta un compromesso interessante: non vedremo probabilmente una trasposizione diretta delle storie Dark Horse più amate, ma il loro DNA creativo sta finalmente influenzando il grande schermo in modo sostanziale.
Con Predator: Badlands in arrivo e Predator: Killer of Killers già nei piani, il franchise sembra aver trovato in Trachtenberg un custode che comprende il valore del materiale cartaceo senza sentirsi obbligato a riprodurlo pedissequamente. Per i fan rimane la speranza che personaggi come Machiko Noguchi possano un giorno fare il salto sul grande schermo, magari quando un regista diverso prenderà le redini. Nel frattempo, l'idea di vedere finalmente elementi dei comics influenzare profondamente i film rappresenta già un traguardo che sembrava irraggiungibile solo pochi anni fa.
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