Qual è la canzone che Bridget canta all’inizio del film?

La scena d’apertura di Il diario di Bridget Jones usa un brano celebre, qui interpretato da una voce diversa.

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Autore: Redazione ,
Film
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La canzone che Bridget canta da sola nel suo appartamento all’inizio è All By Myself, eseguita per il film dalla cantante country americana Jamie O’Neal. La sequenza di Il diario di Bridget Jones, con Bridget che beve e mima il brano, trasforma la sua solitudine in una presentazione ironica e immediatamente memorabile del personaggio interpretato da Renée Zellweger.

La voce della scena iniziale

Il brano fu scritto da Eric Carmen, con un riferimento musicale a Sergej Rachmaninov, ma la versione presente nel film non è quella resa celebre da Celine Dion. Jamie O’Neal incide infatti una cover appositamente inclusa nell’album della colonna sonora. La scelta funziona perché mette in contrasto l’enfasi romantica della canzone con la quotidianità disordinata di Bridget: una donna che vorrebbe cambiare vita, ma comincia l’anno nuova davanti alla televisione e a una bottiglia di vino.

Quell’apertura stabilisce già il tono della commedia diretta da Sharon Maguire nel 2001: le emozioni di Bridget non vengono nascoste, bensì amplificate dalla musica fino a diventare divertenti e riconoscibili.

Le altre canzoni più legate alle scene

La playlist del film alterna classici soul, pop contemporaneo e canzoni romantiche. Respect di Aretha Franklin accompagna il momento in cui Bridget lascia il lavoro alle dipendenze di Daniel Cleaver, mentre la sua energia restituisce tutta la determinazione della protagonista.

La versione di It’s Raining Men interpretata da Geri Halliwell è invece associata allo scontro in strada tra Mark Darcy e Daniel. Per il finale, quando Bridget e Mark si baciano nella neve, si ascolta Someone Like You di Van Morrison. Nei titoli di coda compare poi una versione swing di “Have You Met Miss Jones?” interpretata da Robbie Williams.

Il contributo di Patrick Doyle e il successo dell’album

Le musiche originali sono di Patrick Doyle, autore anche del brano strumentale “It’s Only a Diary”, inserito nella pubblicazione discografica. La sua partitura collega le canzoni pop alle svolte sentimentali della storia, senza cambiare l’atmosfera leggera del film.

L’album della colonna sonora arrivò al numero 1 della classifica britannica delle compilation nel 2001 e rimase presente in classifica per 48 settimane. È uno dei motivi per cui la musica di Bridget Jones è rimasta così associata ai suoi momenti più famosi: ogni brano commenta le sue figuracce, le sue speranze e i suoi improvvisi slanci romantici.