Qual è la canzone dei titoli di coda di Scordato?

La canzone finale, le musiche di Michele Braga e i brani che accompagnano Orlando nel viaggio tra presente e ricordi.

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Autore: Redazione ,
Film
2' 14''

La canzone dei titoli di coda di Scordato è Tu sei una parte di me, scritta e interpretata da Giorgia e Rocco Papaleo. Le musiche originali del film sono invece firmate da Michele Braga, autore di una partitura che accompagna il ritorno di Orlando verso il proprio passato.

Chi ha composto la colonna sonora di Scordato

Michele Braga è il compositore principale della colonna sonora. L’album digitale, pubblicato il 14 aprile 2023, raccoglie 11 tracce per poco meno di 20 minuti: dalla title track a Paese natio, passando per Capitale della cultura, Perquisizione in albergo, Murales, Viaggio verso Lauria, Orlando e Arresto di Rocchino / Rosanna.

La scaletta comprende anche Due cose, interpretata con Giulia Luzi, e Filadelfia, firmata da Arturo Valiante. I titoli collegano apertamente i temi musicali ai luoghi, ai personaggi e ai passaggi narrativi del viaggio: non sono semplici etichette, ma una piccola mappa sonora della memoria di Orlando.

Quali canzoni si sentono e in quali scene

Il primo brano immediatamente riconoscibile è Il Paradiso, legato al repertorio di Patty Pravo. All’inizio del film viene cantato negli anni ’60 da un coro di bambini guidato da una suora. La scelta contiene una battuta precisa: la religiosa interpreta il “paradiso” del testo in senso spirituale, mentre Papaleo lo considera un riferimento ben più psichedelico.

Olga dirige a sua volta un coro e canta in modo dilettantistico. Per rendere credibile il personaggio, Giorgia ha eseguito le parti dal vivo rinunciando deliberatamente alla perfezione della cantante professionista: la voce resta così quella di Olga, non quella della star sul palcoscenico.

Nei titoli finali arriva Tu sei una parte di me. Giorgia sostiene la linea cantata, mentre Rocco Papaleo inserisce una sorta di rap poetico, recitando versi tra una strofa e l’altra. Il brano è stato scritto appositamente per il film e richiama l’idea centrale del racconto: recuperare la parte di sé lasciata indietro.

Come la musica accompagna il viaggio di Orlando

La partitura ha un ruolo particolarmente evidente nella prima metà del film. Nasce da una nota insistita, inizialmente associata alla ricerca dell’accordatura, e cresce dalla batteria al contrabbasso, aprendosi poi ad altri strumenti. Pianoforte e chitarra sono presenze ricorrenti, coerenti con Orlando accordatore e con il suo passato da chitarrista in un gruppo di paese.

Quella stessa nota assume progressivamente un carattere ancestrale e quasi ipnotico, trascinando il protagonista dentro i ricordi e collegando l’Orlando adulto al suo io giovane. Per la risoluzione del viaggio compare anche un passaggio tratto da Un americano a Parigi di George Gershwin, scelto per dare alla conclusione un respiro più epico. In questo modo la musica non si limita a commentare le immagini: rende percepibile il processo con cui Orlando prova finalmente a “riaccordarsi” con la propria vita.

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