Qual è la canzone dell’allenamento sulle Mini in The Italian Job?

Il brano che accompagna le prove di guida delle Mini è uno dei momenti musicali più riconoscibili del film di F. Gary Gray.

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Autore: Redazione ,
Film
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È “Pedal to the Metal” di Kazzer: accompagna l’allenamento della squadra sulle Mini modificate, quando Charlie Croker e i suoi preparano la fuga. È una scelta perfetta per rendere elettrico uno dei passaggi più memorabili di The Italian Job, il film del 2003 diretto da F. Gary Gray.

Quel brano non è però la partitura originale: le musiche strumentali sono composte da John Powell, mentre nel film compaiono anche canzoni di artisti diversi, dal rock all’elettronica, usate per definire personaggi, spostamenti e fasi del piano.

La partitura di John Powell

Powell firma lo score che sostiene la struttura del racconto, dal colpo iniziale a Venezia fino alla resa dei conti a Los Angeles. I titoli delle sue tracce descrivono spesso direttamente l’azione: “Venice Gold Heist” accompagna il furto dell’oro, “Boat Chase” è legata all’inseguimento in motoscafo e “Mourning John” segue il lutto per John Bridger.

La musica alterna archi, percussioni, programmazioni elettroniche e ritmi incalzanti. Questa combinazione dà al film un passo contemporaneo, particolarmente adatto a una storia di ladri esperti che trasformano la città in un percorso a ostacoli. “Planning the Heist” e “The New Plan” scandiscono invece le fasi in cui il gruppo ricostruisce la propria strategia contro Steve.

Le canzoni nei momenti chiave

Oltre a “Pedal to the Metal”, la selezione include “To Get Down” di Timo Maas, usata durante la pianificazione del colpo veneziano e nelle prove tecniche della squadra. La musica elettronica accompagna bene l’idea di un’operazione basata su tempi precisi, tecnologia e coordinamento.

“Heartbreaker” di Pat Benatar si sente durante l’inseguimento automobilistico di Handsome Rob, interpretato da Jason Statham. “Fire” degli Ohio Players è associata alla presentazione di Left Ear e al ricordo della sua esplosiva esperienza con un bagno. Sono inserimenti brevi ma efficaci: ogni brano aggiunge energia senza sostituirsi al ritmo della vicenda.

La cover che chiude il film

Il finale riserva un’altra canzone fondamentale: “Money”, classico dei Pink Floyd, qui reinterpretato dai musicisti accreditati come Velvet Revolver. La versione accompagna il momento successivo al primo furto, quando la banda viaggia con l’oro, e ritorna sui titoli di coda dopo il colpo conclusivo.

La scelta è ironica e diretta: il denaro è il motore dell’azione, ma anche la causa del tradimento che cambia il destino di Charlie, Stella Bridger e dei loro compagni. Curiosamente, “Money” non è inclusa nell’album della partitura di John Powell, nonostante sia una delle canzoni più facilmente associate al film.

Perché la musica resta impressa

L’impatto della colonna sonora nasce dall’incontro tra score e canzoni preesistenti. Powell costruisce tensione e movimento nelle scene del colpo, mentre i brani cantati rendono immediatamente riconoscibili le sequenze più leggere o spettacolari. Le Mini, le strade di Los Angeles e la musica diventano così un’unica immagine di velocità, precisione e rivincita.