La musica del carillon in Per qualche dollaro in più è un motivo composto da Ennio Morricone, pubblicato come Carillon e sviluppato nel brano La resa dei conti. Nel film la melodia proviene dall’orologio dell’Indio, accompagna i suoi ricordi e scandisce l’attesa prima degli omicidi e del duello finale.
Perché il carillon è così importante
L’orologio musicale non costituisce un semplice accompagnamento: esiste dentro la storia e viene ascoltato anche dai personaggi. El Indio, interpretato da Gian Maria Volonté, lo apre prima di alcune esecuzioni e concede alla vittima il tempo della melodia per tentare di reagire; quando il motivo termina, comincia la sparatoria.
Nel finale il colonnello Douglas Mortimer, interpretato da Lee Van Cleef, affronta il bandito seguendo lo stesso rituale. L’intervento di Manco, il cacciatore di taglie di Clint Eastwood, introduce un secondo orologio identico. La fotografia custodita all’interno chiarisce il legame con la sorella di Mortimer e trasforma La resa dei conti nella conclusione musicale di una vendetta personale.
I brani principali e le scene del film
La colonna sonora è formata soprattutto da composizioni strumentali, non da canzoni tradizionali. Le edizioni discografiche possono presentare titoli e durate differenti, ma il nucleo italiano comprende otto brani:
- Per qualche dollaro in più - Titoli, tema dei titoli di testa, costruito con fischio, chitarra, percussioni, coro e marranzano.
- Carillon, la versione essenziale della melodia riprodotta dagli orologi.
- La resa dei conti, che amplia quel motivo con organo, chitarra e orchestra durante gli scontri decisivi.
- Poker d’assi, legato alle atmosfere del saloon e del gioco.
- Osservatori osservati, musica di tensione per pedinamenti e confronti a distanza.
- Il colpo, sostenuto dalle percussioni nelle sequenze legate alla rapina.
- Il vizio d’uccidere, associato alla minaccia e alla violenza dell’Indio.
- Addio colonnello, ripresa malinconica del tema dopo la vendetta di Mortimer.
Chi suona la colonna sonora
Le musiche furono composte e orchestrate da Morricone, mentre Bruno Nicolai diresse l’esecuzione. Il fischio e la chitarra furono affidati ad Alessandro Alessandroni, con la partecipazione dei suoi Cantori Moderni. Nel tema principale emerge anche il marranzano, scelto al posto della più prevedibile chitarra come elemento dominante e registrato separatamente in diverse tonalità.
L’impatto della musica sul western
Con il film del 1965, Morricone sviluppò ulteriormente il linguaggio già sperimentato con Sergio Leone in Per un pugno di dollari: orchestra, strumenti popolari, chitarra elettrica, fischio e suoni inconsueti diventano parte dell’identità dei personaggi. Sergio Leone faceva inoltre diffondere alcuni brani sul set per dare ritmo agli attori e alle scene. Il carillon resta l’idea più influente della partitura perché unisce oggetto, memoria e suspense: la musica non commenta soltanto il duello, ma ne stabilisce letteralmente la durata.
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