Un’ora e mezza di concerto, poi il nubifragio e lo stop: a Vigevano la serata di Riccardo Cocciante si è trasformata in una disputa sul rimborso dei biglietti. Secondo quanto riportato, lo spettacolo del 9 settembre 2026 al Castello Visconteo Sforzesco è stato interrotto quando le condizioni meteorologiche non hanno più consentito di proseguire. Alcuni spettatori hanno chiesto la restituzione del prezzo pagato, ma l’organizzatore Audere avrebbe risposto che il rimborso non verrà concesso.
Il punto decisivo è la qualificazione dell’accaduto. Audere ritiene che siano state rispettate le condizioni di sicurezza e sostiene che la serata non rientri tra i casi di annullamento rimborsabile: il concerto era regolarmente iniziato e si era protratto per circa novanta minuti prima dell’interruzione. Per chi aveva acquistato il biglietto, invece, resta il fatto che lo spettacolo non sia arrivato alla conclusione prevista. È su questa distanza tra esibizione parzialmente svolta e concerto interrotto che si concentra il confronto.
L’appuntamento era inserito in Vigevano in Castello 2026, la rassegna ospitata nel complesso del Castello Visconteo Sforzesco. La pagina del Comune di Vigevano indicava il concerto di Cocciante nel programma del 9 settembre; l’amministrazione ha inoltre attribuito all’operatore economico concessionario gli oneri connessi alla realizzazione della manifestazione. Le richieste economiche legate alla serata ricadono quindi nel perimetro organizzativo della rassegna e della sua gestione.
Il malcontento è emerso anche attraverso reclami pubblicati da alcuni spettatori sulla bacheca di Altroconsumo. Si tratta di testimonianze individuali, che documentano le contestazioni ma non costituiscono accertamenti indipendenti sulla fondatezza delle domande. Al centro della vicenda rimane così la risposta attribuita ad Audere: per l’organizzatore, l’interruzione dovuta al nubifragio non equivale all’annullamento dell’intero concerto e non dà diritto alla restituzione del prezzo del biglietto.