Sanremo 2026, i top e flop della seconda serata

La seconda serata di Sanremo convince grazie a Laura Pausini, Lillo e Pilar Fogliati, che regalano ritmo, emozione e televisione autentica.

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Autore: Redazione ,
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La seconda serata del Festival di Sanremo ha regalato al pubblico esattamente quello che la prima aveva promesso senza poi mantenere: ritmo, emozione e momenti di televisione autentica. Merito soprattutto di un terzetto d'oro composto da Laura Pausini, Lillo e Pilar Fogliati, che hanno trasformato il palco dell'Ariston in un palcoscenico degno del nome che porta. Una serata che ha saputo alternare leggerezza e commozione, con qualche scivolone di percorso che non ha però compromesso il bilancio complessivamente positivo della nottata.

La vera protagonista della serata risponde al nome di Laura Pausini, o meglio: la Pau che i fan aspettavano da ieri sera e che finalmente è arrivata in tutta la sua energia. La cantante romagnola si è calata nel festival con una spontaneità disarmante: ha cantato Si può dare di più insieme ad Anfas, l'Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, si è espressa in spagnolo con la naturalezza di chi vive tra due culture, e ha persino trovato il modo di scherzare sui "festini bilaterali" che tengono sveglia Elettra Lamborghini nelle notti sanremesi. Un tocco di irriverenza che ha fatto sorridere la platea.

Ma il momento più atteso è stata l'interpretazione di 16 marzo con Achille Lauro: una performance sentita, intensa, capace di scavare nel profondo. E poi, sorpresa delle sorprese, Pausini si è messa a ballare con Lillo, ci ha creduto davvero, e il pubblico ha risposto con calore. Ecco chi è la Pau che conoscevamo e che non vedevamo da troppo tempo su un palco simile.

Sul fronte comicità, Lillo — al secolo Pasquale Petrolo, metà del duo Lillo & Greg — ha dimostrato perché è considerato uno dei talenti più versatili della comicità italiana. "È meglio fare tante cose male che una bene", ha esordito davanti a Carlo Conti, ma la sua performance ha smentito clamorosamente quella premessa. Dal gioco brillante sui cliché dei conduttori televisivi — con la battuta fulminante sul "Teatro Olimpico" sparata da Conti al momento giusto — fino alla lezione del passo "microfoning" impartita a Laura Pausini, Lillo ha tenuto il palco con la sicurezza di chi sa esattamente dove mettere i piedi.

"La musica talvolta è in grado di toccare corde così profonde da andare oltre ogni parola, diventando una grande amica e facendoci sentire meno soli."

Il momento di grazia emotiva della serata è arrivato con l'omaggio di Achille Lauro alle vittime di Crans-Montana. L'artista ha interpretato Perdutamente accompagnato dal soprano Valentino Gargano e da un coro di venti elementi, raccogliendo una standing ovation meritata. Ma ancora più potenti delle note sono state le parole pronunciate a fine esibizione e poi condivise sul suo profilo Instagram, un pensiero accorato sulla musica come conforto e compagna nei momenti più bui.

Tra le esibizioni che hanno lasciato il segno, da segnalare con entusiasmo Patty Pravo — pura e inimitabile come solo lei sa essere — e Levante, capace di regalare autentici brividi. Bella sorpresa anche Tommaso Paradiso, visibilmente commosso, mentre Fulminacci e Ditonellapiaga sono già stabilmente nella testa di chi scrive e, con ogni probabilità, di buona parte del pubblico da casa.

Pilar Fogliati ha fatto il suo ingresso sull'Ariston con la sicurezza di chi sa perfettamente cosa vuole comunicare. Discesa dalle scale che mettono ansia a chiunque, si è immediatamente trasformata in Uvetta Budini Di Raso, l'aristocratica romana che aveva interpretato nel film del 2023 Romantiche — opera di cui è stata anche regista, confermando un talento a tutto tondo. La battuta rivolta a Conti e Pausini — "Ma voi percepite del danaro per fare questa cosa? Sono super fortunate le persone che lavorano, perché sanno cosa fare" — è già candidata a diventare una delle frasi simbolo di questo Sanremo.

Non tutto ha brillato, però. La gestione di Achille Lauro nel ruolo di conduttore ha lasciato qualche perplessità: quel suo stile volutamente scazzato e distaccato, che in altri contesti funziona alla perfezione, sul palco dell'Ariston nelle vesti di presentatore ha faticato a trovare la giusta quadratura. Un giudizio sospeso, nell'attesa di vederlo nelle prossime serate.

Tra i flop più evidenti, la definizione rivolta alla campionessa olimpica Francesca Lollobrigida — fresca di due ori alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina nella pista lunga — come "una mamma d'oro" ha fatto storcere il naso. Una formula che riduce una sportiva di eccezionale valore a un ruolo che, per quanto nobile, non esaurisce certo l'identità di una campionessa.

Critica doverosa anche per la gestione del premio alla carriera di Fausto Leali: ritrovarsi a celebrare il grande artista con la sua Mi manchi del 1988 ben oltre la mezzanotte, quasi di sorpresa, è sembrata più una dimenticanza di scaletta che un tributo consapevole. Un talento del calibro di Leali merita una collocazione che permetta al pubblico di essere sveglio e presente per apprezzarlo davvero.

Con le classifiche che iniziano a prendere forma e le esibizioni dei big che si susseguono, il Festival entra nel vivo della sua fase più intensa. Le prossime serate diranno se il ritmo trovato stasera sarà mantenuto o se rischieremo nuovamente i tempi compressi della prima serata. I nomi in gara e i super ospiti attesi promettono ancora sorprese: l'Ariston è tornato a fare il suo mestiere.

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