Sempio non vide i video intimi di Chiara Poggi

Nuove analisi informatiche sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi rivelano dettagli inediti grazie a tecnologie non disponibili all'epoca dei fatti.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Le indagini sul delitto di Garlasco continuano a riservare sviluppi significativi a distanza di oltre diciassette anni dall'omicidio di Chiara Poggi, la giovane di 26 anni uccisa nella sua abitazione il 13 agosto 2007. Le nuove tecnologie informatiche hanno permesso di riesaminare elementi cruciali del caso, portando alla luce dettagli che all'epoca delle prime indagini non era possibile rilevare. Al centro dell'attenzione tornano i computer della vittima e del suo fidanzato dell'epoca, Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio.

Una squadra di tre esperti informatici composta da Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti ha condotto un'analisi approfondita utilizzando software di ultima generazione non disponibili nel 2007. Il loro esame si è concentrato sui file contenuti nel computer di Chiara Poggi, dispositivo che veniva utilizzato anche da altri membri della famiglia. Gli specialisti hanno studiato in particolare un archivio zip protetto da password che conteneva video privati della coppia.

Le conclusioni degli esperti, sintetizzate in una relazione depositata presso il tribunale di Pavia e consegnata alla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli, escludono categoricamente che Andrea Sempio abbia mai visualizzato quei filmati intimi. Sempio, amico del fratello della vittima e attualmente indagato nel caso, era stato ipotizzato da alcuni come possibile responsabile dell'omicidio proprio a causa di un presunto accesso a quei contenuti privati.

Non esistono tracce di apertura o visualizzazione dei file sul computer di Chiara

I consulenti tecnici della famiglia Poggi hanno sottolineato come non esistano evidenze che attestino l'apertura o la visualizzazione dei filmati sul dispositivo della giovane. Questo dato assume particolare rilevanza nel contesto investigativo, poiché la presunta visione di quei video era stata considerata da qualcuno come possibile movente dell'omicidio.

Le indagini informatiche hanno però fatto emergere altri elementi significativi. Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, rappresentanti della famiglia Poggi, hanno reso noto che la sera precedente alla sua morte, Chiara avrebbe acceduto al computer del fidanzato Alberto Stasi. In particolare, la ragazza sarebbe entrata in una cartella denominata "Militare", dove Stasi conservava numerosi file pornografici organizzati per categorie.

Secondo le ricostruzioni tecniche, la 26enne avrebbe visualizzato l'anteprima di alcune di quelle immagini. Questa scoperta apre scenari interpretativi nuovi sul possibile movente del delitto, suggerendo che la dinamica tra i due fidanzati nella sera precedente l'omicidio potrebbe essere stata più complessa di quanto emerso inizialmente.

Parallelamente, la difesa di Andrea Sempio ha compiuto una mossa processuale importante. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno presentato alla giudice Garlaschelli una richiesta formale di incidente probatorio per condurre nuove perizie sui computer di entrambi, sia quello di Stasi che quello di Chiara Poggi.

L'incidente probatorio rappresenta uno strumento processuale che consente di cristallizzare elementi di prova in fase di indagini preliminari, quando sussiste il rischio che possano essere modificati o alterati. Nel caso specifico, la difesa di Sempio punta a dimostrare definitivamente l'estraneità del proprio assistito attraverso analisi tecniche ancora più approfondite sui dispositivi informatici coinvolti nel caso.

Ora spetta alla giudice per le indagini preliminari decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla difesa. La decisione potrebbe riaprire scenari investigativi su un caso che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso per anni e che, nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, continua a generare interrogativi e sviluppi giudiziari che potrebbero modificare la comprensione complessiva della vicenda di Garlasco.

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