Dal 2028, per le nuove uscite PlayStation, la confezione resterà sugli scaffali ma al suo interno potrebbe esserci soltanto un codice digitale. È questo il modello verso cui Sony continua a muoversi dopo le proteste dei giocatori. Durante il Q&A sui risultati del 31 luglio 2026, la CFO Lin Tao ha riconosciuto le contestazioni e riferito che la società procederà con cautela, senza modificare per ora la direzione annunciata. Il dissenso è dunque arrivato ai vertici, ma non ha spostato il calendario della transizione.
Sony Interactive Entertainment aveva presentato il piano il 1° luglio: da gennaio 2028 non produrrà più dischi per i nuovi giochi destinati alle console PlayStation. La misura ha però confini precisi. I titoli già pubblicati e quelli previsti su supporto fisico prima della scadenza resteranno esclusi, evitando così un’interruzione immediata dell’intero catalogo su disco.
La motivazione indicata dall’azienda è la crescente digitalizzazione dei contenuti. Sony afferma inoltre di non aver rilevato finora effetti significativi sulle vendite, un dato che sostiene la prosecuzione del piano nonostante la reazione della community. L’annuncio con largo anticipo serve anche a preparare i rivenditori a una distribuzione diversa: i negozi continueranno a ricevere confezioni, destinate però a contenere codici per il download al posto del supporto fisico.
Per i giocatori, il cambiamento riguarderà quindi le nuove produzioni lanciate dal 2028, mentre per i punti vendita si profila un ruolo ancora legato agli scaffali ma sempre più separato dalla distribuzione dei dischi. Le parole di Lin Tao definiscono con chiarezza l’equilibrio scelto da Sony: ascoltare le obiezioni e gestire la transizione con prudenza, mantenendo intatta la strategia che porterà le future uscite PlayStation verso il digitale.
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