The Way Back è una storia vera? Solo in parte

The Way Back si ispira al discusso racconto di Sławomir Rawicz: ecco cosa sappiamo della marcia dal gulag all’India e cosa ha inventato il film.

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Autore: Redazione ,
Film
2' 10''

The Way Back non ricostruisce una storia vera accertata: è un film di finzione ispirato a un racconto autobiografico molto contestato. La marcia di 6500 chilometri attribuita a Sławomir Rawicz non è stata dimostrata, mentre alcuni documenti indicano che l’autore lasciò l’Unione Sovietica in modo diverso.

Da quale libro è tratto The Way Back

Il film del 2010 diretto da Peter Weir nasce da The Long Walk, pubblicato nel 1956. Rawicz raccontava di essere stato arrestato dai sovietici, deportato in un campo di lavoro siberiano e fuggito nel 1941 con altri prigionieri. Il gruppo avrebbe attraversato la Siberia, la Mongolia, il deserto del Gobi, il Tibet e l’Himalaya prima di raggiungere l’India britannica.

È la stessa ossatura narrativa del film: un viaggio a piedi senza sostegno, segnato da fame, sete e temperature estreme. Anche l’ambiente dei gulag sovietici riflette esperienze storiche reali, approfondite dal regista attraverso testimonianze di ex deportati. Questo, però, non rende automaticamente autentica la specifica fuga raccontata da Rawicz.

Perché la versione di Sławomir Rawicz è contestata

Documenti sovietici resi noti molti anni dopo la pubblicazione del libro indicano che Rawicz fu liberato nel 1942 grazie all’amnistia concessa ai cittadini polacchi detenuti nell’Unione Sovietica. Sarebbe quindi passato attraverso il Mar Caspio fino a un campo per rifugiati in Iran, anziché fuggire e raggiungere l’India a piedi.

Esiste comunque un elemento che ha mantenuto aperto il mistero. L’ufficiale britannico Rupert Mayne riferì di aver incontrato a Calcutta, nel 1942, tre uomini stremati che sostenevano di essere arrivati dalla Siberia. Non furono identificati come Rawicz e il racconto non basta a confermare l’itinerario del libro. Nel 2009 il veterano polacco Witold Gliński dichiarò che quella marcia era stata compiuta da lui, ma anche la sua versione è stata contestata e non può essere considerata conclusiva.

Cosa ha cambiato Peter Weir rispetto al racconto

Peter Weir scelse consapevolmente di trasformare la vicenda in una storia autonoma. Il protagonista non si chiama Rawicz, ma Janusz Wieszczek, interpretato da Jim Sturgess. Il desiderio di tornare dalla moglie, costretta a denunciarlo, e il ricongiungimento finale sono elementi costruiti per il film.

Anche i compagni di viaggio sono personaggi rielaborati. Irena, interpretata da Saoirse Ronan, e Valka, interpretato da Colin Farrell, non corrispondono a partecipanti storici identificati. Mr. Smith conserva alcuni tratti presenti nel libro, ma è stato ugualmente trasformato. Nel film sette uomini evadono, Irena si unisce a loro e soltanto tre raggiungono l’India.

La risposta più corretta, quindi, è che la lunga marcia resta una vicenda non provata. Il contesto storico della repressione staliniana e della deportazione è reale, mentre protagonisti, rapporti personali e molte tappe drammatiche appartengono alla ricostruzione cinematografica.

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