Il calcio italiano torna a fare i conti con la violenza negli stadi. Un diciannovenne appartenente ai Vikings, uno dei gruppi storici della curva nerazzurra, è finito in manette con l'accusa di essere l'autore del lancio del petardo che ha colpito e ferito il portiere della Cremonese Emil Audero durante l'ultimo turno di Serie A a San Siro. L'episodio, che aveva sollevato un'ondata di indignazione nel mondo del calcio, porta ora conseguenze pesantissime non solo per il responsabile ma per l'intera tifoseria interista, con restrizioni che si estenderanno per oltre un anno.
Il giovane arrestato fa parte di uno dei nuclei più rappresentativi del tifo organizzato dell'Inter, i Vikings, il cui leader ricopre anche il ruolo di capo del direttivo della curva. La Procura di Milano ha già iscritto il ragazzo nel registro degli indagati, anche se al momento non sono state rese note le accuse specifiche che dovrà affrontare. L'udienza di convalida dell'arresto è fissata per la mattina del 4 febbraio, quando si conosceranno maggiori dettagli sulla posizione del tifoso e sulle eventuali imputazioni a suo carico.
L'identificazione del vero responsabile ha permesso di scagionare un altro tifoso, un quarantenne romagnolo che nelle prime ore dopo la partita era stato indicato come possibile colpevole. Quest'uomo è attualmente ricoverato in ospedale dopo aver subito l'amputazione dell'ultima falange del dito medio a causa dello scoppio di un diverso petardo che stava cercando di lanciare in campo. Il quarantenne, pur non essendo responsabile del ferimento di Audero, è stato comunque denunciato per il suo gesto e dovrebbe essere dimesso nei prossimi giorni dopo aver affrontato numerosi interventi chirurgici.
Le conseguenze per la tifoseria nerazzurra si preannunciano drastiche. Il Ministero dell'Interno ha infatti emanato provvedimenti eccezionali che colpiranno l'intera base di sostenitori dell'Inter: divieto assoluto di trasferta per tutti i tifosi interisti fino al 23 marzo 2026 e blocco della vendita dei biglietti per le partite in trasferta ai residenti in Lombardia. Si tratta di misure punitive senza precedenti recenti, che testimoniano la gravità con cui le autorità hanno valutato l'accaduto.
Unica eccezione prevista dal provvedimento è il derby Milan-Inter dell'8 marzo 2026, tecnicamente una gara in trasferta per i nerazzurri ma che si disputerà come sempre allo stadio San Siro, casa condivisa da entrambe le squadre milanesi. Le autorità hanno motivato questa esclusione considerando che "non ci saranno movimenti di tifoserie", rendendo di fatto inapplicabile il concetto stesso di trasferta per quella specifica partita.
L'episodio che ha scatenato questa escalation di sanzioni aveva visto il portiere Audero letteralmente stordito dall'esplosione del petardo nelle sue immediate vicinanze durante l'incontro tra Cremonese e Inter. Le immagini del giocatore spaventato e disorientato avevano fatto il giro dei media, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza negli stadi italiani e sulla necessità di interventi più incisivi contro la violenza nel calcio. Ora, con l'arresto del presunto responsabile e le pesanti sanzioni collettive imposte alla tifoseria interista, le autorità dimostrano di voler adottare una linea durissima contro questi comportamenti.
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