No, Tre manifesti a Ebbing, Missouri non racconta una storia vera in senso stretto. Il film del 2017 diretto da Martin McDonagh presenta personaggi e avvenimenti inventati, ma la sua immagine centrale nasce da alcuni cartelli realmente collegati a un omicidio irrisolto del 1991.
Il caso reale di Kathy Page
La vicenda associata all’ispirazione del film è quella di Kathy Page, una donna di 34 anni e madre di 2 figlie che viveva a Vidor, in Texas. La mattina del 14 maggio 1991 il suo corpo fu trovato all’interno dell’automobile, finita in un fossato vicino alla sua abitazione.
Le indagini stabilirono che Kathy era stata strangolata e che la posizione della vettura doveva far sembrare la morte conseguenza di un incidente stradale. La donna si era da poco separata dal marito Steven Page, ma il procedimento penale non portò a un arresto o a una condanna. Il caso continua infatti a figurare tra gli omicidi irrisolti seguiti dalle autorità del Texas.
In una successiva causa civile, una giuria ritenne Steven Page responsabile della morte della moglie e riconobbe un risarcimento alla famiglia. La decisione fu confermata in appello nel 2000, ma una sentenza civile non equivale a una condanna penale. Page ha negato di avere ucciso la moglie e non è stato incriminato per l’omicidio.
I cartelli voluti dal padre della vittima
Frustrato dall’andamento dell’inchiesta, James Fulton, padre di Kathy, fece collocare lungo una strada della zona alcuni cartelli con messaggi durissimi. Le scritte accusavano la polizia locale di avere gestito male il caso e indicavano il marito della vittima come responsabile, trasformando il dolore privato della famiglia in una protesta visibile a tutti.
Molti anni prima di realizzare il film, McDonagh attraversò il Sud degli Stati Uniti su un autobus Greyhound e vide cartelli che denunciavano l’incapacità della polizia di risolvere un delitto. Il regista ricordava soprattutto la rabbia e la sofferenza espresse da quelle parole. L’immagine rimase nella sua mente per anni, finché immaginò che a commissionare i manifesti fosse una madre.
Cosa cambia il film rispetto alla realtà
La differenza principale riguarda proprio chi conduce la protesta. Nella realtà fu il padre della vittima; nel film è Frances McDormand nei panni della madre Mildred Hayes. Anche Angela Hayes, la figlia uccisa, non corrisponde a Kathy Page: la sua storia e le circostanze del delitto sono state create per la sceneggiatura.
L’ambientazione è altrettanto inventata. Ebbing, Missouri non è una vera città, mentre il caso Page avvenne a Vidor, Texas. Il capo della polizia Willoughby, l’agente Dixon, il loro rapporto con Mildred, gli incendi, le violenze e il viaggio raccontato nel finale non derivano dalla cronaca. Il film conserva quindi soltanto il nucleo dell’ispirazione reale: dei cartelli pubblici usati da una famiglia esasperata per chiedere giustizia.
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