Truffe agli anziani nei "Compro Oro" complici

Sgominata a Milano una rete criminale dedita a furti in abitazione e riciclaggio internazionale. Il gruppo operava da Muggiano con la truffa del finto carabiniere.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Una rete criminale radicata nel quartiere milanese di Muggiano, alla periferia occidentale della città, è finita nel mirino degli investigatori per una complessa attività illecita che spaziava dai furti in abitazione fino al riciclaggio internazionale di beni preziosi. Il gruppo, composto da persone di etnia sinti, aveva trasformato quella zona in una vera e propria centrale operativa per orchestrare reati contro il patrimonio e gestire il successivo smaltimento della refurtiva oltre confine.

Gli inquirenti hanno documentato il coinvolgimento dell'organizzazione in numerosi episodi criminosi: complessivamente dodici furti, di cui ben dieci realizzati mediante l'inganno del "finto Carabiniere", una truffa che continua a mietere vittime soprattutto tra le persone anziane. Ma l'attività del sodalizio non si limitava alla sottrazione dei beni: il vero core business risiedeva nella gestione successiva del bottino.

Le indagini hanno infatti portato alla luce quindici episodi di ricettazione, otto casi di riciclaggio e due di autoriciclaggio, reati che si sono consumati attraverso un network transnazionale esteso tra Italia, Svizzera e Belgio. La metodologia adottata dagli indagati per trasferire la merce rubata oltre i confini nazionali dimostra una certa sofisticazione: utilizzavano un camper come copertura, veicolo apparentemente insospettabile per trasportare ingenti quantità di gioielli e oggetti preziosi di provenienza illecita.

Un camper come cavallo di Troia per il riciclaggio internazionale

Il successo dell'operazione investigativa è stato possibile grazie a un approccio integrato che ha combinato tecniche di indagine moderna con metodologie tradizionali. L'utilizzo di strumenti tecnologici all'avanguardia, affiancato dal classico lavoro sul campo, ha permesso di ricostruire l'intera filiera criminale. Fondamentale si è rivelata anche la cooperazione internazionale, sia sul fronte giudiziario che su quello delle forze di polizia, indispensabile per seguire le tracce dei beni trafugati oltre i confini italiani.

Un elemento particolarmente preoccupante emerso dalle indagini riguarda la presenza di complici strutturati all'estero. Gli indagati potevano infatti contare sulla connivenza di alcune gioiellerie e compro oro compiacenti, attività commerciali che fungevano da terminali per il riciclaggio dei beni rubati. Questi esercizi rappresentavano l'anello finale della catena, trasformando oggetti di provenienza delittuosa in denaro pulito attraverso operazioni apparentemente legittime.

La vicenda evidenzia come certe forme di criminalità organizzata, pur mantenendo una base territoriale definita come quella di Muggiano, siano in grado di operare su scala internazionale sfruttando le maglie della libera circolazione europea e approfittando di complicità distribuite strategicamente in diversi Paesi.

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