Ultimates: Terra-6160 continuerà dopo il primo anno

L'Ultimate Universe Marvel doveva proseguire, ma i creatori di Black Panther, Spider-Man e X-Men non hanno continuato.

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Autore: Redazione ,
Libri e fumetti
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L'universo Ultimate di Marvel Comics, quello nato dalla reimmaginazione curata da Jonathan Hickman e definito tecnicamente come Terra-6160, si avvia verso una conclusione definitiva che ha sorpreso e diviso i lettori. La notizia del suo annunciato termine nell'aprile 2026 aveva inizialmente generato un'ondata di perplessità, soprattutto considerando l'entusiasmo con cui pubblico e critica avevano accolto questa rinascita editoriale. Ma dietro questa decisione si nasconde una dinamica complessa, fatta di visioni creative divergenti e scelte manageriali che meritano di essere approfondite.

La questione era esplosa al New York Comic Con 2025, quando Marvel aveva annunciato la fine dell'universo Ultimate con la pubblicazione di Ultimate Endgame Vol. 1. Ciò che aveva alimentato le polemiche era stata la successiva dichiarazione di Dan Buckley, presidente di Marvel Entertainment, che parlando con il giornalista Graeme McMillan di Popverse aveva rivelato come la decisione di chiudere definitivamente la Terra-6160 fosse stata presa da lui stesso, non dai creatori originali del progetto.

Buckley aveva raccontato un aneddoto rivelatore: durante uno dei consueti incontri creativi aziendali, seduto accanto a Hickman, aveva semplicemente annunciato la chiusura. "Mi trovavo da solo con Jon, Jonathan mi guardava e mi ha chiesto: 'Cosa intendi dire con siamo finiti?' Gli ho risposto: 'Stiamo chiudendo tutto'. Lui ha replicato: 'Perché lo stiamo chiudendo?' E io: 'È la fine, giusto?'", aveva riferito il dirigente.

Un esperimento narrativo che merita di concludersi al momento giusto

La filosofia di Buckley si basava sull'idea di preservare l'integrità artistica del progetto: "C'è molta storia raccontata qui. Sarete in grado di intraprendere questo viaggio – prendere l'inizio, la parte centrale e la fine – e digerirlo per gli anni a venire. Questo è l'esperimento, questo tipo di narrazione, ci è permesso farlo". Il presidente aveva sottolineato come questo approccio non fosse replicabile con l'universo Marvel principale, ma rappresentasse una possibilità unica per un gruppo di autori di raccontare una storia completa con inizio, sviluppo e conclusione.

Le parole di Buckley avevano però innescato una reazione negativa tra i fan, che vi avevano letto l'ennesima cancellazione prematura di un progetto curato da Hickman, dopo quanto accaduto con la Krakoa Saga degli X-Men. Il timore era che Marvel stesse nuovamente sacrificando una visione creativa di successo senza una ragione valida. Ed è proprio per placare queste preoccupazioni che Deniz Camp, autore di Ultimates, ha sentito il bisogno di intervenire pubblicamente.

Camp ha utilizzato il suo account Twitter per offrire una prospettiva diversa, rivelando dettagli cruciali sulla pianificazione editoriale. "È vero che il piano originale non prevedeva di 'concludere' l'universo. Gran parte della mia gestione stava preparando personaggi che speravo continuassero dopo di me, penso di averlo reso chiaro e ovvio", ha ammesso lo scrittore. Tuttavia, ha anche precisato come le decisioni dei singoli autori abbiano giocato un ruolo determinante.

Jonathan Hickman aveva sempre pianificato di concludere Ultimate Spider-Man al numero 24, indipendentemente dal destino dell'intero universo. Anche Peach Momoko e Bryan Hill, rispettivamente ai lavori su Ultimate X-Men e Ultimate Black Panther, avevano deciso autonomamente di terminare le proprie storie con il ritorno del Maker. Camp ha sottolineato il carico di lavoro straordinario sostenuto da Momoko: "Peach sta scrivendo e disegnando ogni numero per 24 numeri. È pazzesco. Lavora tipo 20 ore al giorno su quella serie, senza scherzi. È l'eroina della linea editoriale. Merita una pausa, se la vuole".

L'autore ha poi spiegato come solo lui avesse inizialmente pianificato di continuare oltre, con discussioni su nuove serie come Hawkeye o Guardians of the Galaxy. Ma circa un anno prima dell'annuncio pubblico, l'editor Wil Moss lo aveva informato della decisione di chiudere definitivamente l'intero universo. Camp ha respinto le teorie secondo cui la cancellazione sarebbe dovuta a contenuti ritenuti "troppo woke" o a gelosie interne con la linea editoriale principale: "Se fosse così, avrebbero interferito con la scrittura, cosa che non hanno fatto".

La spiegazione fornita da Camp evidenzia come Marvel abbia voluto preservare qualcosa di raro nel panorama dei fumetti supereroistici: una narrazione completa e coerente con un finale definito. "Sentivano di avere qualcosa di speciale con l'universo così com'era, visioni creative coerenti che raccontavano le loro storie con un chiaro inizio, parte centrale e fine. Una reimmaginazione accessibile e incentrata sui creatori dell'Universo Marvel. Una versione della storia infinita che finiva", ha scritto Camp, riconoscendo la natura radicale di questo approccio per i cosiddetti "Big Two" dell'industria fumettistica americana.

Lo scrittore ha ammesso un iniziale dispiacere per l'impossibilità di realizzare i propri piani futuri, ma ha anche riconosciuto che probabilmente sarebbero stati "minori" rispetto al progetto originale. Per Camp, l'Universo Ultimate è sempre stato uno spazio per sperimentare approcci narrativi innovativi, dal ritmo in tempo reale alle radicali reinterpretazioni dei personaggi Marvel. "E questo – davvero, veramente concludere l'universo su una nota alta, farlo essere questa cosa contenuta, dare una FINE a una storia – è radicale per i fumetti dei Big 2! È qualcosa che, per quanto ne so, non è mai stato fatto su questa scala da Marvel o DC", ha affermato.

La vicenda solleva interrogativi interessanti sul delicato equilibrio tra visione autoriale e strategia editoriale nel fumetto mainstream americano. Ultimate Endgame Vol. 1 #1 è previsto per il 31 dicembre 2025, e rappresenterà il principio della fine per questo esperimento narrativo che, nel bene o nel male, ha tentato di offrire un'alternativa al modello della serialità perpetua che caratterizza l'industria fumettistica supereroistica.

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