Boston: Caccia all'uomo è una storia vera? Che cosa è reale nel film

L’attentato e la caccia ai fratelli Tsarnaev sono reali; Tommy Saunders e diversi passaggi sono rielaborati.

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Autore: Redazione ,

Sì, in parte: alla base di Boston: Caccia all'uomo c’è una vicenda reale, mentre Tommy Saunders, il poliziotto che unisce quasi ogni fase del film, è un personaggio inventato e diversi dialoghi e passaggi operativi sono stati rielaborati.

Il nucleo storico comincia il 15 aprile 2013, quando Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev fecero esplodere due bombe artigianali vicino al traguardo della Maratona di Boston. Morirono Martin Richard, Krystle Campbell e Lingzi Lu; centinaia di persone rimasero ferite e 17 subirono amputazioni. Nei quattro giorni successivi, l’analisi di fotografie, filmati e reperti portò alla diffusione delle immagini dei sospetti. Seguirono l’uccisione dell’agente Sean Collier, il sequestro di Dun Meng, lo scontro di Watertown e una vasta caccia all’uomo. La vicenda si concluse la sera del 19 aprile, quando Dzhokhar fu trovato nella barca del residente David Henneberry e arrestato.

Le bombe alla Maratona di Boston

Alle 14:49 circa del 15 aprile 2013, due ordigni esplosero a pochi secondi di distanza su Boylston Street, tra gli spettatori raccolti presso il traguardo della 117ª Maratona di Boston. Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev avevano costruito le bombe con pentole a pressione, esplosivo, chiodi, sfere metalliche e altri frammenti destinati a moltiplicare le lesioni. I fratelli avevano studiato propaganda jihadista e istruzioni di al-Qaeda tra dicembre 2012 e febbraio 2013, organizzando l’attacco entro quel mese.

Le esplosioni uccisero Martin Richard, di otto anni, Krystle Campbell, di ventinove, e Lingzi Lu, studentessa ventitreenne della Boston University. Centinaia di persone furono ferite e 17 subirono amputazioni. Soccorritori, volontari e personale medico avviarono immediatamente evacuazione, triage e cure. Tutti i feriti arrivati vivi negli ospedali sopravvissero, grazie anche alle strutture mediche già predisposte per la maratona.

Le immagini dei due sospetti

Tra il 15 e il 18 aprile, FBI, polizie locali e statali e altre agenzie raccolsero migliaia di reperti e oltre 33 terabyte di dati digitali. Fotografie e filmati consegnati dai cittadini si aggiunsero alle registrazioni della videosorveglianza. L’esame coordinato di questo materiale permise di ricostruire i movimenti di due uomini nei pressi dei punti in cui erano state collocate le bombe. Il lavoro richiese investigatori, analisti, tecnici e reparti differenti, mentre il film concentra molte di queste funzioni nel sergente immaginario Tommy Saunders.

Nel pomeriggio del 18 aprile, dopo una verifica dettagliata, l’FBI diffuse fotografie e video dei sospetti, indicandoli inizialmente come Soggetto 1 e Soggetto 2. La cautela serviva anche a contenere le identificazioni errate già circolate pubblicamente. Tra le immagini reali recuperate figurava inoltre Dzhokhar in un supermercato: circa venti minuti dopo le esplosioni comprò del latte e rientrò per sostituirlo.

La fuga e lo scontro di Watertown

La sera del 18 aprile, Tamerlan e Dzhokhar uccisero a distanza ravvicinata Sean Collier, agente ventisettenne della polizia del MIT, tentando di impadronirsi della sua pistola. Il sistema di ritenzione della fondina impedì loro di estrarla. I fratelli sequestrarono poi Dun Meng nella sua Mercedes, gli sottrassero 800 dollari tramite bancomat e lo trattennero per circa novanta minuti. Durante una sosta a Cambridge, Meng attraversò la strada, raggiunse un’altra stazione di servizio e chiese aiuto. Comunicò agli agenti che la Mercedes disponeva di un sistema di localizzazione satellitare.

Circa venti minuti dopo, la polizia localizzò l’automobile a Watertown. Seguì uno scontro nel quale furono usati una pistola e diversi ordigni artigianali. Richard Donohue rimase gravemente ferito. Jeffrey Pugliese aggirò la posizione dei fratelli e partecipò con John MacLellan e John Reynolds all’immobilizzazione di Tamerlan. Dzhokhar fuggì con la Mercedes, investendo il fratello, che morì in ospedale alle 01:35.

La barca e la cattura

Durante la mattina e il pomeriggio del 19 aprile, circa 1.800 agenti cercarono Dzhokhar. I trasporti pubblici furono sospesi e agli abitanti di Boston, Watertown e altri comuni venne chiesto di restare nelle proprie abitazioni. La risposta coinvolse numerose agenzie e un comando unificato, pur con problemi di comunicazione, auto-dislocamento degli agenti e scarsa disciplina nell’uso delle armi.

La richiesta di restare al chiuso era già stata revocata quando David Henneberry notò sangue e una persona nella barca custodita nella sua proprietà. Chiamò il 911 e le forze dell’ordine tornarono rapidamente nell’area. Alcuni agenti aprirono una raffica non autorizzata contro la barca dopo avere interpretato un movimento come una minaccia; Dzhokhar non stava sparando. Ferito e nascosto lì da gran parte della giornata, fu arrestato intorno alle 20:45. Nel 2015 venne dichiarato colpevole di trenta reati federali e condannato a morte, oltre che a molteplici ergastoli.

Quanto è fedele il film alla realtà

Boston: Caccia all'uomo conserva con notevole precisione l’ossatura degli eventi: le esplosioni, l’analisi del materiale visivo, l’omicidio di Sean Collier, il sequestro e la fuga di Dun Meng, lo scontro di Watertown e la scoperta della barca. Anche la manovra compiuta da Jeffrey Pugliese è reale.

La principale rielaborazione è Tommy Saunders, personaggio composito presente in luoghi e attività che coinvolsero persone e reparti differenti. Sono inventati anche sua moglie Carol e l’interesse sentimentale attribuito a Collier. Il confronto tra Edward Davis e Richard DesLauriers sulla diffusione delle immagini è accentuato, mentre esplosioni e distruzioni a Watertown sono amplificate. La cattura appare più ordinata e attenua la raffica non autorizzata contro la barca. L’interrogatorio di Katherine Russell ricostruisce parole e atteggiamenti contestati; Russell fu interrogata, collaborò con gli investigatori e non venne incriminata.

Domande frequenti

Boston: Caccia all'uomo è una storia vera?

Sì, in parte. L’attentato, l’indagine e la caccia ai fratelli Tsarnaev sono reali. Tommy Saunders e Carol Saunders sono inventati, mentre dialoghi privati e diversi passaggi investigativi e operativi sono stati ricostruiti, concentrati o accentuati.

Che cosa è successo davvero?

Il 15 aprile 2013 Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev fecero esplodere due bombe artigianali vicino al traguardo della Maratona di Boston. Morirono Martin Richard, Krystle Campbell e Lingzi Lu; centinaia di persone furono ferite. Dopo la diffusione delle loro immagini, i fratelli uccisero Sean Collier, sequestrarono Dun Meng e affrontarono la polizia a Watertown.

Come è andata a finire?

Tamerlan morì il 19 aprile 2013 dopo essere stato ferito, immobilizzato e investito dalla Mercedes guidata dal fratello. Dzhokhar fu scoperto da David Henneberry nella propria barca e arrestato quella sera. Nel 2015 fu condannato a morte e a molteplici ergastoli. La Corte Suprema ripristinò la pena capitale nel 2022; nel 2024 furono ordinati ulteriori accertamenti sulla giuria, senza rimettere in discussione la colpevolezza e la detenzione perpetua.

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