D.A. Pennebaker, il pioniere del cinema in presa diretta, è morto il 1° agosto 2019. Il regista aveva 94 anni e se ne è andato nella sua casa di Long Island per cause naturali.
Il suo lavoro più famoso resta sicuramente il documentario Don’t Look Back del 1967, girato durante il tour inglese di Bob Dylan del 1965. Pennebaker ha seguito con la sua telecamera Dylan durante le tappe della tourneé, registrando anche i momenti di scontro tra il cantante e i giornalisti e quelli tra il cantante e la sua fidanzata dell’epoca, Joan Baez.
Don’t Look Back è considerato, ancora oggi, il miglior documentario a tema musicale ed è stato solo il primo dei lavori dedicati alla musica di D.A. Pennebaker.
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Poco tempo dopo l’esperienza con Dylan ha girato, infatti, un documentario sul Monterey Pop, uno dei primi festival rock con astri nascenti della musica degli anni ’60 tra cui Otis Redding, Jimi Hendrix e Janis Joplin.
È del 1969, invece, il documentario Sweet Toronto con protagonisti John Lennon e Eric Clapton. Il regista ha sempre fuso insieme le sue due passioni: la musica e la cinematografia, filmando musicisti e performer per i quali nutriva una certa ammirazione. Tra i suoi lavori più significativi ci sono Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1973) con David Bowie e 101 (1989) con i Depeche Mode.
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La musica, però, non era la sua unica passione. D.A. Pennebaker nutriva un profondo interesse anche per la politica. Nel 1992, infatti, ha seguito la campagna elettorale di Bill Clinton per le presidenziali e ha realizzato il documentario The War Room, molto apprezzato dalla critica. Tant’è vero che ha ottenuto la nomination agli Oscar del 1994 come miglior documentario e il premio National Board of Review Award.
Nel 2013, l’Academy ha riconosciuto il suo lavoro di innovatore conferendogli un Oscar alla carriera.
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