Il 3 giugno 1983 arrivò nei cinema statunitensi un film di 114 minuti nel quale un adolescente, da una stanza di Seattle, raggiungeva un calcolatore legato alla difesa nucleare. WarGames - Giochi di guerra uscì mentre la Casa Bianca e il Cremlino disponevano di arsenali contrapposti e Ronald Reagan aveva annunciato l’Iniziativa di difesa strategica il 23 marzo dello stesso anno. Il pericolo raccontato non veniva dallo spazio: entrava dalla rete telefonica.
La regia era di John Badham; nel cast principale figuravano Matthew Broderick, Dabney Coleman, John Wood, Ally Sheedy, Barry Corbin e Juanin Clay. La produzione aveva impiegato un budget di 12 milioni di dollari. L’incasso mondiale raggiunse 124,6 milioni di dollari: oltre dieci volte la cifra stanziata. Nel 1983 il film chiuse fuori concorso il Festival di Cannes e nel 1984 ottenne tre candidature agli Oscar, per fotografia, sonoro e sceneggiatura originale.
Il 1983 dei computer collegati
La cornice tecnica non era collocata in un futuro remoto. Il primo IBM PC era stato introdotto nell’agosto 1981 e ne erano stati venduti più di 750.000 entro due anni. Il 1 gennaio 1983, cinque mesi prima dell’uscita del film, i computer di ARPANET passarono insieme al protocollo TCP/IP. Nello stesso periodo la rete venne separata in ARPANET per la ricerca e MILNET per le esigenze operative militari.
WarGames non mostra il Web, che allora non esisteva. David Lightman usa un computer domestico, un modem e la normale linea telefonica. Il collegamento remoto, quindi, non è un oggetto indistinto: è una chiamata verso un altro elaboratore. Il film porta sullo schermo tre elementi già disponibili nello stesso anno — personal computer, composizione automatica dei numeri e sistemi remoti — e li combina con un problema di sicurezza.
La previsione ha un meccanismo preciso
David non riceve per caso una password pronta. Programma una chiamata automatica su una sequenza di numeri per trovare quelli ai quali risponde un computer, tecnica poi indicata come war dialing. Quando raggiunge il sistema sbagliato, cerca informazioni sul suo progettista e usa “Joshua”, il nome del figlio morto, come parola d’accesso. La breccia nasce dunque dall’unione di automazione, accesso remoto e informazione personale.
Il secondo passaggio riguarda ciò che accade dopo l’ingresso. Il WOPR tratta una simulazione di guerra termonucleare come un processo da completare e alimenta sugli schermi del NORAD segnali che sembrano un attacco sovietico. Ufficiali e tecnici devono distinguere dati sintetici da dati reali mentre il sistema continua il gioco. La previsione non è soltanto “un ragazzo usa un computer”: è che un accesso non autorizzato possa produrre conseguenze operative e una crisi di attribuzione.
Nel 1998 arrivò Solar Sunrise
Nel febbraio 1998 una serie di intrusioni chiamata Solar Sunrise colpì server del Dipartimento della Difesa statunitense e altri apparati. Gli intrusi sfruttarono una vulnerabilità già nota del sistema operativo Solaris. L’indagine ricostruì accessi a oltre 500 sistemi tra computer militari, civili governativi e privati. Poiché gli attacchi coincisero con il dispiegamento di forze statunitensi in Medio Oriente durante le tensioni con l’Iraq, all’inizio non era chiaro chi li stesse conducendo.
Dopo la prima settimana il Pentagono attivò una cellula di crisi. Gli autori identificati non erano un servizio segreto: erano due sedicenni della California che lavoravano con un diciottenne israeliano. Il 18 marzo 1998 quest’ultimo fu arrestato in Israele, mentre negli Stati Uniti erano già state perquisite le abitazioni dei due minorenni. Le intrusioni raggiunsero sistemi governativi e commerciali, ma non compromisero informazioni classificate.
Quello che coincise e quello che no
Il confronto contiene corrispondenze verificabili. Nel film un giovane opera da casa, individua macchine raggiungibili a distanza e supera una protezione insufficiente; nel 1998 tre giovani sfruttarono da remoto una falla nota e raggiunsero anche computer militari. In entrambi i casi l’origine dell’attività non fu subito evidente a chi difendeva i sistemi. Solar Sunrise costrinse il Pentagono a trattare l’episodio come una possibile minaccia alla sicurezza nazionale finché l’indagine non identificò gli autori.
Le differenze fissano il limite della previsione. Solar Sunrise non entrò nel comando nucleare, non avviò una simulazione di lancio e non sottrasse dati classificati. Il fatto corrispondente è l’accesso di adolescenti a sistemi militari collegati e la difficoltà iniziale di attribuirlo, non la guerra atomica sfiorata. Tra il 3 giugno 1983 e il febbraio 1998 passarono quasi quindici anni, circa quattordici anni e otto mesi.
Il film entrò anche nella politica
Ronald Reagan vide WarGames a Camp David pochi giorni dopo l’uscita. L’8 giugno 1983, durante una riunione con consiglieri per la sicurezza nazionale e membri del Congresso, riassunse la vicenda e domandò se un intruso potesse davvero entrare nei computer più sensibili. Cinque giorni separavano l’uscita del film da quella domanda. Una settimana dopo, la risposta ricevuta dal presidente fu che lo scenario dell’accesso era possibile.
Il 17 settembre 1984 Reagan firmò la direttiva NSDD 145 sulla sicurezza delle telecomunicazioni e dei sistemi informativi automatizzati. Il documento riconobbe la minaccia ai sistemi governativi, assegnò responsabilità e richiese politiche di protezione anche per informazioni sensibili non classificate. Erano trascorsi un anno, tre mesi e quattordici giorni dall’uscita. Nel 1987 il Computer Security Act limitò poi il ruolo della NSA ai sistemi di sicurezza nazionale e affidò all’ente civile degli standard la protezione delle informazioni federali non classificate ma sensibili.
Dallo schermo ai numeri
L’accoglienza commerciale del 1983 si misura nel rapporto tra i 12 milioni di dollari di budget e i 124,6 milioni incassati nel mondo. Alla circolazione nelle sale si aggiunsero le tre candidature agli Oscar del 1984. Il voto medio registrato è 7,071 su 2.220 voti. Sono dati distinti: il primo descrive il denaro ottenuto, il secondo il riconoscimento professionale e il terzo la valutazione espressa dal campione di votanti.
Vista dalla sequenza dei fatti, la previsione di WarGames ha due date di riscontro. Il 17 settembre 1984 il rischio mostrato dal film entrò in una direttiva presidenziale; nel febbraio 1998 Solar Sunrise dimostrò che giovani davanti a computer comuni potevano penetrare centinaia di sistemi e mettere in allarme il Dipartimento della Difesa. La parte avverata non fu il lancio dei missili, ma il percorso che precedeva la crisi: collegamento remoto, difesa inadeguata, origine incerta e risposta nazionale.