Anna Ferzetti: «I social andrebbero studiati a scuola»

Una professoressa d'inglese in una scuola di periferia romana dove insegnare diventa resistenza e l'ascolto un gesto rivoluzionario tra i ragazzi.

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Autore: Redazione ,
Film
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Il cinema italiano torna a raccontare la scuola con uno sguardo autentico e necessario. Mentre si spengono i riflettori su La preside con Luisa Ranieri, dal 19 febbraio arriva nelle sale Domani interrogo, il film di Umberto Carteni che porta sul grande schermo l'omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli pubblicato da Marsilio. Un'opera che scava nella quotidianità della periferia romana, dove l'insegnamento diventa resistenza e l'ascolto un atto rivoluzionario. Protagonista è Anna Ferzetti, che interpreta una professoressa d'inglese per cui il registro di classe non basta: serve entrare nel cuore degli studenti.

Nel film, Ferzetti veste i panni della "Pressoré", come la chiamano affettuosamente i ragazzi di un istituto periferico romano. Una figura lontana dagli stereotipi, che si muove tra spaccio, primi amori, fallimenti e speranze di futuro. "Il mio personaggio ha un amore profondo per le cose che fa", racconta l'attrice, attualmente anche al cinema con La grazia di Paolo Sorrentino. "È una donna che ascolta i suoi ragazzi senza giudicarli. Cerca di indirizzarli e valorizzare i loro punti forti e le fragilità". Un approccio che va oltre la didattica tradizionale, trasformando l'insegnamento in cura e accompagnamento.

La commedia drammatica diretta da Carteni si regge su un cast di giovanissimi che Ferzetti definisce "da premiare", capaci di restituire con autenticità le contraddizioni di una generazione schiacciata dalla paura del fallimento. "Oggi non facciamo più parlare i ragazzi, non li ascoltiamo. Lo dico da madre", confessa l'attrice, lei stessa genitore di due figlie di 13 e 20 anni. "Sono il nostro futuro. I giovani hanno paura di non essere all'altezza, lo vedo con le mie figlie. La performance per loro è tutto e questo mi mette ansia". Una riflessione che intreccia esperienza professionale e vita personale, ricordando le proprie difficoltà scolastiche: "A scuola faticavo e mi sentivo inadatta".

Bisogna insegnare che nella vita si può anche fallire e che gli errori fanno crescere

Il tema dei social media emerge con forza nelle parole di Ferzetti, che non nasconde le preoccupazioni per l'impatto sulla formazione dei ragazzi. "Non vorrei essere nei panni dei ventenni di oggi. Ogni giorno se ne sente una nuova", ammette. L'attrice guarda con interesse all'esperienza spagnola, dove i social sono vietati ai minori di 16 anni, pur riconoscendo la complessità di applicare divieti simili. "Mia figlia di 13 anni è nata con Instagram. Vietarlo sarebbe come togliere il ciuccio a un neonato. Forse bisognerebbe inserire lo studio dei social a scuola, e usarli in modo intelligente". Una questione che la scuola italiana fatica ancora ad affrontare, mentre studenti e insegnanti si trovano sempre più divisi da schermi e notifiche.

Eppure, dall'incontro tra generazioni nascono scoperte reciproche. "I ventenni sono fortissimi e sono pieni di cose da dire", sostiene Ferzetti. "Occorre lasciarli esprimere, ascoltarli e comunicare con loro. Ci siamo chiusi tutti in una bolla, manca la condivisione e il saper stare insieme". Un isolamento amplificato dalla dipendenza tecnologica, dove "ogni minuto si sta sul telefonino a capire che cosa sta succedendo nel mondo". Ma il dialogo con le figlie diventa fonte di crescita: "Mi stupiscono. Mi fanno capire che mamma sono e che madre sto diventando".

Domani interrogo si configura come un omaggio agli insegnanti che resistono in un sistema che li abbandona. "È un film importante in un momento storico complesso, in cui i professori dovrebbero essere tutelati e invece sono abbandonati e per nulla sostenuti dalla società", denuncia l'attrice. Un grido d'allarme condiviso da Gaja Cenciarelli, l'autrice del romanzo originale e insegnante nella vita reale: "La scuola è il fondamento di tutte le istituzioni, è la base della democrazia. Nonostante tutto i docenti sono tenuti a non desistere. Si vince, si soffre, si fallisce e i ragazzi si perdono, ma si deve andare avanti. È un obbligo morale, non solo professionale".

Per Anna Ferzetti, intanto, la stagione artistica è particolarmente intensa. Oltre agli impegni cinematografici, l'attrice è protagonista a teatro con People, Place & Things di Duncan Macmillan, in uno spettacolo che la vede diretta da una persona speciale: il marito Pierfrancesco Favino. Un sodalizio artistico e personale che aggiunge un ulteriore capitolo alla carriera di un'interprete sempre più centrale nel panorama italiano, capace di muoversi tra cinema d'autore, teatro impegnato e storie che parlano al presente con urgenza necessaria.

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