Carrà, spunta un figlio adottivo: è il manager

Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo segreto: si chiama Gian Luca Pelloni Bulzoni ed è emerso grazie a una battaglia legale dopo la morte della showgirl.

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Autore: Redazione ,
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Una rivelazione destinata a fare scalpore nel mondo dello spettacolo italiano: Raffaella Carrà, la regina indiscussa della televisione italiana scomparsa nel luglio 2021, aveva un figlio adottivo segreto. La notizia, emersa inizialmente attraverso il sito del Corriere della Sera e poi confermata ufficialmente dalla Fondazione Raffaella Carrà, ha colto di sorpresa fan e addetti ai lavori, aprendo uno squarcio inedito sulla vita privata di una delle artiste più amate d'Italia. Il suo nome è Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e da anni figura discreta ma fondamentale nell'entourage della showgirl.

Il dettaglio più sorprendente è che questa storia non è venuta a galla attraverso un'intervista o una rivelazione volontaria, bensì del tutto casualmente, a causa di una battaglia legale. Pelloni Bulzoni, già segretario personale e manager della Carrà, ha presentato un ricorso al Tribunale di Roma contro una società spagnola per il musical teatrale Ballo Ballo, chiedendo l'inibitoria alla realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e messa in scena dello spettacolo in assenza del proprio consenso. A fondamento della richiesta, la sua qualità di erede di Raffaella Carrà e, dunque, titolare dei diritti su immagine, voce, nome — sia reale che d'arte — nonché dei diritti morali e di utilizzazione delle opere dell'ingegno dell'artista.

La giudice Laura Centofanti non ha però accolto l'inibitoria, motivando il diniego con il fatto che le 36 rappresentazioni teatrali del musical si erano già concluse e non ne erano previste altre. Per eventuali risarcimenti, l'erede dovrà quindi proseguire attraverso un processo di merito. Una battaglia legale che, paradossalmente, ha finito per rivelare al grande pubblico un legame affettivo e giuridico tenuto gelosamente riservato per anni.

"La scelta di adottare Gian Luca Pelloni Bulzoni è stata finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care."

La Fondazione Raffaella Carrà ha voluto subito fare chiarezza con una nota ufficiale, spiegando le ragioni profonde di questa adozione: garantire la continuità del lavoro artistico e umanitario dell'artista. Pelloni Bulzoni, che attualmente dirige la Arcoiris Edizioni Musicali di cui è titolare, ha già messo in campo questo impegno istituendo la Fondazione e dedicandosi a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare eventi culturali e musicali in onore della Carrà.

La nota della Fondazione ha anche tenuto a precisare un punto cruciale: Pelloni Bulzoni è erede universale di Raffaella Carrà, ma non erede unico. La conduttrice, che non aveva avuto figli biologici, aveva due nipoti — Matteo e Federica Pelloni — figli del fratello Enzo, scomparso prematuramente a soli 56 anni nel 2001. Nelle sue ultime disposizioni, Raffaella non avrebbe escluso nessuno delle persone a lei care, disegnando così un quadro familiare più ampio e articolato di quanto si potesse immaginare.

Questa vicenda racconta molto del carattere di un'artista che ha fatto della discrezione sulla propria vita privata una scelta precisa e coerente. Raffaella Carrà, icona pop celebrata in tutta Europa e in America Latina, aveva sempre schivato con eleganza le domande più intime, costruendo un'immagine pubblica luminosa e protettiva della propria sfera personale. Ora, a distanza di qualche anno dalla scomparsa, emerge un tassello inaspettato del suo mosaico umano, quello di una donna che ha scelto di affidarsi a una figura di fiducia per garantire che il suo lascito artistico e solidale sopravvivesse nel tempo.

L'attenzione si sposta ora sul futuro della Fondazione e sull'operato di Pelloni Bulzoni, chiamato a un compito non semplice: custodire e valorizzare uno dei patrimoni culturali più preziosi della storia dello spettacolo italiano. Con i diritti legali ancora al centro di potenziali contenziosi, e con un repertorio artistico vastissimo da gestire, la storia di Raffaella Carrà è tutt'altro che conclusa.

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