Caso David Rossi: le ferite provano l'omicidio

Le lesioni sul viso di David Rossi sarebbero compatibili con un'aggressione, non con una caduta: la nuova perizia riapre il caso sulla sua morte.

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Autore: Redazione ,
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Un caso che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso per oltre un decennio torna a far parlare di sé con una rivelazione che potrebbe riscrivere completamente la storia. La Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi ha ascoltato i consulenti tecnici autori di una nuova perizia sulle lesioni riportate al volto del manager, e le conclusioni sono destabilizzanti: quei tagli, quelle contusioni, quella distribuzione di segni traumatici sul viso non sarebbero compatibili con una caduta. Sarebbero invece il risultato di una pressione esercitata da terze persone contro la sbarra di sicurezza o il telaio della finestra. In audizione è risuonata una frase che difficilmente passerà inosservata: si è parlato apertamente di "una persona aggredita".

David Rossi, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, perse la vita il 6 marzo 2013 precipitando dalla finestra del suo ufficio nel palazzo storico della banca senese. La sua morte fu inizialmente archiviata come suicidio, ma negli anni successivi familiari, giornalisti e parlamentari non hanno mai smesso di sollevare dubbi su quella ricostruzione. Ora, a distanza di oltre undici anni, una perizia di 17 pagine depositata dai consulenti della Commissione parlamentare rilancia con forza l'ipotesi alternativa.

Il documento tecnico è chirurgico nella sua analisi. Le lesioni nasali e del labbro inferiore, si legge nelle conclusioni, "riflettono fedelmente l'interazione tra l'anatomia del volto e l'elemento metallico del filo durante un evento d'urto e sfregamento". In parole più semplici: i tagli al labbro e al naso sarebbero spiegati dalla pressione del viso contro i cosiddetti fili antipiccione, mentre le contusioni alla testa sarebbero riconducibili alla sbarra di sicurezza della finestra. Segni documentati fotograficamente già il giorno successivo alla morte di Rossi.

"Il tutto è l'effetto di un'azione dinamica, di pochi secondi o pochi minuti, di una persona aggredita" — medico legale Robbi Manghi in audizione alla Commissione parlamentare

Particolarmente significativa è l'analisi della regione zigomatica sinistra, descritta nella perizia come sede di ecchimosi da impatto e sfregamento, la cui distribuzione spaziale risulterebbe coerente con la posizione della barra metallica o della traversa del telaio della finestra. I consulenti hanno anche condotto prove con manichini, che avrebbero confermato come, nella dinamica di contatto naso-filo, lo zigomo si trovi in una posizione di collisione diretta con la porzione superiore o laterale della barra, giustificando la localizzazione precisa di tutti i segni traumatici.

A dare il colpo più duro alla versione del suicidio è stata la testimonianza del medico legale Robbi Manghi, che ha collegato l'insieme di queste evidenze a una dinamica breve ma violenta. La sua affermazione davanti alla Commissione non lascia spazio a interpretazioni ambigue: si tratta degli effetti di un'azione su una persona che stava subendo un'aggressione. Un'ipotesi che, se confermata da ulteriori indagini, cambierebbe radicalmente il quadro giudiziario intorno a una delle morti più controverse della storia recente italiana.

La Commissione parlamentare ha posto queste risultanze tecniche al centro della sua ultima audizione, ritenendole un potenziale snodo cruciale nell'intera ricostruzione. Tuttavia, prima che si possa formalmente aprire un'indagine per omicidio, saranno necessari ulteriori approfondimenti. Il caso David Rossi, intrecciato con uno dei periodi più bui della storia di Monte dei Paschi di Siena e con scandali finanziari che hanno scosso il sistema bancario italiano, non ha ancora detto la sua ultima parola.

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