Garlasco, avvocato smonta la perizia: è inutile

L'udienza del 18 dicembre si avvicina: la difesa di Andrea Sempio presenterà due perizie sul DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, preparandosi allo scontro.

Immagine di Garlasco, avvocato smonta la perizia: è inutile
Autore: Redazione ,
Serie TV
4' 26''

Il countdown verso il 18 dicembre si fa sempre più serrato, mentre le strategie processuali delle parti in causa nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi si delineano con crescente chiarezza. I legali di Andrea Sempio hanno annunciato che presenteranno ben due relazioni tecniche sulla controversa traccia di DNA rinvenuta sotto le unghie della vittima, in quella che si preannuncia come una battaglia scientifica senza esclusione di colpi. La tensione attorno all'incidente probatorio si percepisce nelle dichiarazioni sempre più taglienti degli avvocati, che si preparano a uno scontro frontale davanti alla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli.

L'avvocato Liborio Cataliotti, difensore del 37enne di Voghera, non usa mezzi termini nel definire la perizia della dottoressa Denise Albani. Una "pistola d'acqua" piuttosto che la "pistola fumante" che l'accusa sembrava aver trovato: così il legale liquida quello che doveva essere l'elemento probatorio decisivo. "Aspettiamo con curiosità di vedere come la pubblica accusa o la parte interessata, come è stata molto originalmente definita in questo processo la difesa Stasi, contrasterà il responso di questa perizia", ha dichiarato Cataliotti alla stampa.

La posizione della difesa si basa su un principio giuridico fondamentale che Cataliotti richiama con forza: secondo la Cassazione, un dato scientifico non consolidato non ha alcun valore probatorio, nemmeno quello di indizio. Il legale si affretta a precisare di non voler criticare la perita, ma insiste sul fatto che se il metodo utilizzato non segue le linee guida riconosciute, quella prova "vale zero ai fini giuridici nella prospettiva di una accusa ad Andrea Sempio". Una strategia difensiva che punta tutto sulla contestazione della validità scientifica delle analisi genetiche.

Una prova che vale zero secondo la difesa

Nel frattempo, Armando Palmegiani, consulente tecnico di Sempio, dopo un vertice romano con gli avvocati e la genetista Marina Baldi nei laboratori dove quest'ultima lavora, ha annunciato un approccio diverso: "Andremo per le lunghe". Pur ritenendo la perizia "giusta e corretta", il consulente ha spiegato che dovranno formulare alcune domande, senza però considerarle "nulla di particolare". Una posizione apparentemente contraddittoria che lascia intendere come la difesa voglia esplorare ogni possibile cavillo tecnico.

La strategia del team difensivo prevede infatti due distinte relazioni tecniche sul DNA, come ha spiegato l'avvocato Cataliotti: "La seconda è proprio per non lasciare nulla al caso e anche per esplorare ogni ipotesi". Un approccio a tappeto che mira evidentemente a smontare pezzo per pezzo le conclusioni della perita nominata dal tribunale.

Ma cosa dice esattamente la perizia Albani contenuta nelle sue 93 pagine? I numeri sono complessi e variabili. La perita ha utilizzato l'acronimo P.O.I. per indicare 'persone offese' o 'indagate', ovvero Chiara Poggi e Andrea Sempio. Secondo l'elaborato, le probabilità che Sempio e un soggetto sconosciuto, non imparentato né con lui né con la vittima, abbiano contribuito a generare le tracce genetiche miste e parziali trovate sulle unghie della 26enne sono da 17 a 2153 volte più elevate rispetto all'ipotesi che siano stati due ignoti di sesso maschile.

Le cifre variano sensibilmente a seconda di quale unghia si sta considerando e di quale database degli aplotipi Y viene utilizzato per il confronto. Sul primo dito della mano sinistra (in realtà nessuno sa con certezza a quale dito corrisponda quella specifica unghia analizzata), la probabilità che Sempio abbia contribuito alla traccia è circa da 17 a 51 volte maggiore. Diciassette volte se i modelli vengono applicati alla banca dati 'Western Europe - metapopolazione' con 39.150 profili genetici, cinquantuno volte per la banca dati mondiale che contiene 349.750 profili.

Per il primo dito della mano destra i numeri salgono vertiginosamente: l'ipotesi "Sempio più uno sconosciuto" risulta 476 volte più probabile sulla banca dati europea occidentale e fino a 2153 volte più probabile su quella mondiale. Questi numeri, che possono sembrare schiaccianti, nascondono però uno dei paradossi del metodo utilizzato.

La perizia ha infatti impiegato lo strumento informatico 'Y-STR Mixture Calculation', consultabile pubblicamente e utilizzato nei casi complessi. Tuttavia, come avevano già evidenziato i consulenti della Procura Carlo Previderè e Pierangela Grignani nel loro elaborato, il metodo YHRD (Y-STR Haplotype Reference Database) sconta varie criticità, tra cui le "dimensioni ridotte" delle banche dati. Un elemento curioso emerge dall'analisi: più ci si allontana geograficamente dal luogo dove si sono originati i reperti biologici, confrontando il DNA con popolazioni di altri continenti "molto distanti", più il risultato statistico è elevato e aumentano paradossalmente le probabilità di includere Andrea Sempio come contributore.

Sul fronte dello scontrino, l'altro elemento controverso della vicenda, l'avvocato Cataliotti mantiene una posizione ferma ma lascia trapelare una certa ironia: "Oggi lo scontrino non è proprio un argomento di conversazione, tenendo conto che, come dico sempre, lo scontrino è vero, quindi non c'è nulla di cui parlare". Il legale prevede che la Procura tornerà a parlare del "famoso super testimone che ogni tanto esce", aggiungendo che probabilmente dovrà anche procedere al sequestro dello scontrino attualmente in possesso di Andrea.

Nel frattempo, le tensioni del procedimento si sono fatte sentire anche fisicamente: la madre di Andrea Sempio è stata portata in ospedale per accertamenti, segno di quanto la pressione mediatica e giudiziaria stia pesando sulla famiglia del giovane indagato. Il 18 dicembre, data fissata per l'incidente probatorio davanti alla gip Garlaschelli, si preannuncia come un momento cruciale di questo intricato caso che da anni tiene col fiato sospeso l'opinione pubblica italiana. Sempio stesso aveva dichiarato in passato di sentirsi perseguitato, indicando in Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l'omicidio, il vero colpevole "ad oggi".

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!