Caso Verzeni, udienza decisiva per Sangare

Moussa Sangare cambia difensore nel processo per l'omicidio di Sharon Verzeni: il 31enne si presenta in aula con un nuovo avvocato e una posizione radicalmente mutata.

Immagine di Caso Verzeni, udienza decisiva per Sangare
Autore: Redazione ,
Attualità
2' 40''
Fonte

Un colpo di scena che ha scosso l'aula del tribunale di Bergamo: Moussa Sangare, il 31enne accusato dell'omicidio di Sharon Verzeni, si presenta davanti al giudice con una nuova difesa e una posizione radicalmente mutata rispetto all'inizio del processo. La vittima, 33 anni, era stata uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo, in quello che si era subito configurato come uno dei casi di cronaca nera più seguiti d'Italia. Ora, a distanza di mesi, il processo entra in una fase ancora più intricata e carica di tensione.

Al centro della nuova udienza c'è il cambio di avvocato difensore: Sangare ha revocato il mandato al suo precedente legale, Giacomo Maj, affidandosi a una nuova figura professionale che lo ha incontrato per la prima volta sabato scorso nel carcere di San Vittore, e poi di nuovo questa mattina in aula. La nuova legale ha subito chiarito la linea difensiva: "Lui si proclama innocente e aveva bisogno di essere assistito anche per questa fase", una dichiarazione che segna una cesura netta con quanto accaduto nei mesi precedenti.

Il dato più dirompente di tutta la vicenda processuale rimane la ritrattazione della confessione. Sangare aveva ammesso l'omicidio sia al momento del fermo che durante l'udienza di convalida davanti al gip, salvo poi fare marcia indietro nel corso del dibattimento, proclamandosi innocente. Una svolta che ha ribaltato completamente la traiettoria del processo e alimentato un dibattito acceso sia in aula che nell'opinione pubblica.

"Qui ascolto parole contro di me, non ha senso che io resti. Io mi sono già giudicato innocente."

Queste le parole pronunciate dallo stesso Sangare quando aveva chiesto di lasciare l'aula e di essere ricondotto in carcere, rifiutando di assistere alle argomentazioni dell'accusa. Un gesto clamoroso, che aveva preceduto di poco la decisione di cambiare difensore e che racconta meglio di qualsiasi analisi giuridica lo stato d'animo e la strategia dell'imputato.

Sul fronte dell'accusa, la posizione della Procura di Bergamo non lascia spazio a interpretazioni: il pubblico ministero ha chiesto l'ergastolo per Sangare, ritenendolo responsabile di omicidio aggravato da premeditazione, futili motivi e minorata difesa della vittima. Tre aggravanti che, se confermate dalla sentenza, escluderebbero qualsiasi margine di clemenza. Il 12 gennaio scorso, durante la sua arringa, l'avvocato Maj aveva invece invocato l'assoluzione per non aver commesso il fatto, chiedendo in subordine la caduta delle aggravanti e il riconoscimento delle attenuanti generiche.

Il caso di Sharon Verzeni aveva tenuto l'Italia con il fiato sospeso per settimane dopo la sua morte, generando un'attenzione mediatica straordinaria attorno alla comunità di Terno d'Isola e alle circostanze di quell'aggressione notturna rimasta inizialmente avvolta nel mistero. L'arresto di Sangare e la sua successiva confessione sembravano aver chiuso il cerchio, ma la ritrattazione ha riaperto interrogativi profondi sulla dinamica dei fatti e sulle motivazioni dietro la tragedia.

Con la nuova difensore ora ufficialmente in campo, le prossime udienze saranno decisive per capire se la strategia processuale di Sangare riuscirà a scalfire le prove raccolte dall'accusa o se la richiesta di ergastolo troverà accoglimento da parte della corte. Il processo si trova dunque a un bivio cruciale, e l'Italia segue da vicino ogni sviluppo di una vicenda che ha segnato profondamente la cronaca degli ultimi mesi.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!