Che cosa anticipò Rivelazioni dell’ufficio oggi accessibile con Apple Vision Pro?

Nel 1994 Rivelazioni mostrava un archivio esplorabile con un visore: il confronto con Apple Vision Pro misura che cosa si è realizzato.

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Autore: Redazione ,
Film
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Il 9 dicembre 1994 Rivelazioni portava al cinema un ufficio nel quale si poteva entrare dentro un archivio digitale. Michael Douglas, nei panni di Tom Sanders, indossava un visore per consultare documenti rappresentati come oggetti in uno spazio tridimensionale. Il confronto con Apple Vision Pro riguarda proprio questa operazione: usare un computer attraverso uno spazio visibile davanti agli occhi.

Un ufficio digitale nel 1994

Il film di Barry Levinson durava 125 minuti, aveva un budget di 55 milioni di dollari e incassò nel mondo 214 milioni di dollari. Accanto a Douglas recitavano Demi Moore, Donald Sutherland, Dylan Baker, Jacqueline Kim e Roma Maffia. Queste cifre descrivono la dimensione economica della produzione e della sua circolazione nelle sale.

Il contesto tecnologico aveva già una data decisiva: il 30 aprile 1993 il CERN aveva messo nel pubblico dominio il software del World Wide Web, consentendone l’uso, la modifica e la distribuzione. Quando uscì Rivelazioni, era passato un anno, sette mesi e nove giorni. Il film collocava la consultazione delle informazioni dentro un’azienda e le dava una forma spaziale.

La previsione aveva la forma di un corridoio

Il sistema della società DigiCom si chiamava Corridor. Nella sequenza, il computer lo presentava come il prototipo di una banca dati in realtà virtuale. Sanders esplorava un archivio virtuale: corridoi, cassetti e documenti sostituivano la consultazione attraverso il solo schermo. L’informazione diventava qualcosa da raggiungere e manipolare nello spazio simulato.

Questa funzione si intrecciava con il conflitto professionale fra Sanders e Meredith Johnson, interpretata da Moore. La vicenda delle molestie e del potere aziendale aveva quindi anche una componente informatica: accedere ai documenti permetteva al protagonista di ricostruire ciò che accadeva nell’impresa. La previsione riguardava un’attività lavorativa precisa, la consultazione dei dati attraverso un visore.

Il passaggio al prodotto acquistabile

Il 2 febbraio 2024 Apple Vision Pro arrivò in vendita negli Stati Uniti. Il sistema visionOS permetteva di collocare finestre di applicazioni nello spazio, affiancarle e modificarne le dimensioni. La selezione avveniva guardando un elemento e unendo le dita; erano disponibili anche tastiera virtuale e dettatura. Fra le applicazioni per lavorare figuravano quelle di Microsoft 365.

Dall’uscita di Rivelazioni a quel debutto trascorsero 29 anni, un mese e 24 giorni, ossia 10.647 giorni. La corrispondenza è nell’interfaccia: un visore rende utilizzabili contenuti informatici davanti all’utente, con comandi gestuali. Corridor organizzava i documenti come un edificio; visionOS disponeva applicazioni e finestre nello spazio. È su questo gesto di lavoro, mostrato nel 1994 e disponibile nel prodotto del 2024, che si misura l’anticipazione.