Chiara Poggi, nuove ipotesi su orario e arma

La professoressa Cristina Cattaneo ha depositato la sua relazione forense sull'omicidio di Chiara Poggi, che potrebbe cambiare le sorti del caso Garlasco.

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Autore: Redazione ,
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Il caso di Garlasco torna a far parlare di sé con una svolta investigativa che potrebbe riscrivere — almeno in parte — la storia di uno dei delitti più discussi della cronaca italiana degli ultimi vent'anni. Cristina Cattaneo, la celebre anatomopatologa e professoressa universitaria tra le più autorevoli voci forensi del paese, ha depositato alla Procura di Pavia la sua relazione sull'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco. Un documento atteso da mesi, che potrebbe essere determinante per il futuro processuale di Andrea Sempio, l'uomo attualmente sotto indagine per il delitto.

La consulenza affidata a Cattaneo aveva obiettivi precisi e ambiziosi: fare luce sull'orario della morte, stabilire se al momento dell'omicidio fosse presente più di una persona e identificare con maggiore certezza l'arma utilizzata, oltre al numero esatto delle lesioni riportate dalla vittima. Domande che, a distanza di quasi diciotto anni dal delitto, restano ancora parzialmente senza risposta definitiva — nonostante la condanna già passata in giudicato a carico dell'ex fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, che ha ricevuto una pena di 16 anni di reclusione.

La relazione è stata consegnata in via riservata alla sola Procura pavese, diretta dal Procuratore Fabio Napoleone, nell'ambito delle indagini coordinate dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano. Secondo le prassi giudiziarie vigenti per le consulenze tecniche in questa fase, il documento non è stato trasmesso alle parti: né alla difesa di Sempio, né ai legali della famiglia Poggi, né a quelli di Stasi, che pure avevano preso parte al maxi incidente probatorio genetico svoltosi in precedenza.

Una relazione che potrebbe riscrivere l'orario della morte e la dinamica del delitto di Garlasco, il caso che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso per quasi vent'anni.

Quella di Cattaneo non è l'unica consulenza recente a fare il punto sulla scena del crimine. Lo scorso settembre, il comandante dei RIS di Cagliari, Andrea Berti, aveva già depositato alla Procura di Pavia la propria analisi BPA — acronimo di Bloodstain Pattern Analysis, ovvero lo studio scientifico delle macchie di sangue — con l'obiettivo di rivalutare la dinamica dell'omicidio. Le due consulenze, quella di Berti e quella di Cattaneo, saranno ora valutate congiuntamente dai pm pavesi, componendo un quadro tecnico-forense aggiornato e potenzialmente dirompente rispetto alle ricostruzioni precedenti.

Stando a quanto emerge, tutti gli atti d'indagine — incluse le due relazioni tecniche — verranno messi a disposizione delle parti solo al momento della chiusura delle indagini, che appare ormai imminente proprio grazie al deposito di quest'ultima relazione. La chiusura delle indagini rappresenterà il passo formale che precederà la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, aprendo così un nuovo capitolo giudiziario su uno dei cold case più controversi del panorama criminale italiano.

Il caso di Garlasco ha segnato profondamente l'immaginario collettivo italiano, diventando oggetto di libri, documentari e ricostruzioni giornalistiche che ancora oggi alimentano dibattiti accesi. Con la possibile apertura di un processo a carico di Sempio, la vicenda si prepara a tornare al centro dell'attenzione pubblica, con tutte le implicazioni — giuridiche, mediatiche e umane — che questo comporta per le famiglie coinvolte e per il sistema giudiziario italiano.

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