Il 13 ottobre 1995 uscì Strange Days: nei suoi 145 minuti, Kathryn Bigelow mostrava esperienze umane registrate e riprodotte attraverso un dispositivo indossabile. Sei anni e venti giorni dopo, il 2 novembre 2001, prendeva avvio MyLifeBits, un progetto Microsoft per conservare digitalmente documenti, immagini e registrazioni della vita di una persona. La corrispondenza riguarda l’archivio delle esperienze, con una differenza tecnica precisa.
Il futuro immaginato nel 1995
Quando il film arrivò nelle sale, erano trascorsi due anni, cinque mesi e tredici giorni dal 30 aprile 1993, quando il CERN aveva messo nel pubblico dominio il software del World Wide Web. Quel passaggio rendeva liberamente utilizzabili il programma server, il browser essenziale e la libreria di codice: strumenti per pubblicare e consultare informazioni, mentre il film immaginava di registrare direttamente l’esperienza soggettiva.
La produzione aveva un budget di 42 milioni di dollari e raccolse un incasso mondiale di 17 milioni di dollari. Sono due grandezze distinte: la seconda misura gli incassi al botteghino, non il denaro restituito alla produzione. Ralph Fiennes interpretava Lenny Nero, Angela Bassett Mace e Juliette Lewis Faith; il personaggio della cantante appartiene al percorso sullo schermo di Juliette Lewis.
La previsione era un’esperienza riproducibile
La vicenda è ambientata a Los Angeles negli ultimi giorni del dicembre 1999. Lenny commercia registrazioni ottenute con lo strumento SQUID: chi le riproduce vede attraverso gli occhi di un’altra persona e ne prova le sensazioni. L’oggetto venduto contiene dunque un’esperienza vissuta, separata dal corpo che l’ha prodotta e resa accessibile a un altro utilizzatore.
Il film mostra anche un uso personale dello stesso sistema: Lenny riproduce i momenti trascorsi con Faith. Il passato diventa una sequenza selezionabile, conservata su un supporto e richiamata a comando. Questa è la previsione da confrontare con i fatti successivi: costruire una memoria esterna consultabile. Il trasferimento delle emozioni appartiene invece al funzionamento immaginario dello SQUID.
Dal ricordo su disco alla vita archiviata
Con MyLifeBits di Microsoft, Gordon Bell raccolse digitalmente fotografie, lettere, filmati domestici e registrazioni vocali. Jim Gemmell e Roger Lueder svilupparono il software per cercare e collegare quei materiali, aggiungendo annotazioni. Il progetto avviato il 2 novembre 2001 trasformava quindi tracce della vita personale in elementi di un archivio interrogabile.
Il 15 ottobre 2004, nove anni e due giorni dopo l’uscita del film, una ricerca su MyLifeBits descrisse anche SenseCam, una fotocamera indossata sul petto per acquisire immagini delle attività quotidiane. Il confronto arriva qui a un oggetto concreto: un dispositivo portato sul corpo alimentava una memoria digitale. Strange Days aveva unito raccolta e riproduzione dell’esperienza; MyLifeBits realizzò l’archiviazione delle sue tracce fotografiche, sonore e documentali.