Dario Marini trovato morto ad Avio: è giallo

Il corpo di Dario Marini, imprenditore padovano scomparso il 15 febbraio, è stato ritrovato nei boschi di Avio a 500 metri dalla sua auto.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Una storia che ha tenuto con il fiato sospeso l'intero Nordest italiano si è conclusa in modo tragico: Dario Marini, imprenditore padovano di 39 anni, è stato ritrovato senza vita il 22 febbraio nei boschi di Avio, piccolo comune in provincia di Trento, a soli 500 metri da dove era parcheggiata la sua auto. Figlio di Ermenegildo Marini, imprenditore di spicco nel settore dei lavori stradali, Dario era scomparso il 15 febbraio senza lasciare tracce, scatenando una mobilitazione che aveva coinvolto famiglie, istituzioni e migliaia di persone sui social network. Ora le indagini degli inquirenti si concentrano su un elemento centrale: gli spostamenti che sembrano tutto fuorché casuali.

A trovare il corpo sono stati i vigili del fuoco e il soccorso alpino, che da giorni battevano la zona boschiva nei pressi del cimitero di Sabbionara, frazione di Avio, dove era stata rinvenuta l'auto dell'imprenditore. Le ricerche erano partite dopo l'appello disperato dei familiari, preoccupati dal mancato rientro a casa del giovane, un appello che in pochi giorni era diventato virale sui social. Anche Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, aveva condiviso sulla propria pagina Facebook la foto di Dario, chiedendo la massima diffusione nella speranza di ritrovarlo in vita.

Ma è la ricostruzione degli ultimi movimenti di Dario Marini a rendere il caso particolarmente intricato. Secondo quanto riportato da Fanpage e Il Gazzettino, nel giorno della scomparsa il 39enne si trovava a Bologna. Da lì sarebbe rientrato in Veneto, per poi spostarsi in Trentino, dove il corpo è stato infine ritrovato. Non solo: tra i luoghi in cui sarebbe stato avvistato figura anche Tarvisio, in Friuli-Venezia Giulia, a circa tre ore di auto dal cimitero di Sabbionara, il che rende il percorso ancora più difficile da decifrare.

Prima di arrivare ad Avio, Dario Marini avrebbe fatto sosta in un autogrill, senza lasciare alcun bigliettino d'addio.

Gli inquirenti stanno anche esaminando alcune segnalazioni di avvistamento rivelatesi false, un elemento che complica ulteriormente la ricostruzione della vicenda. Un itinerario tanto tortuoso quanto misterioso, che gli investigatori sono ora chiamati a interpretare per fare piena luce sulle circostanze del decesso. L'assenza di un messaggio d'addio aggiunge un ulteriore strato di complessità a una storia già densa di interrogativi.

Dario Marini viveva nel quartiere Chievanuova di Padova e lavorava nell'azienda di famiglia, fondata dal padre Ermenegildo, figura nota nel mondo imprenditoriale veneto per l'attività nel comparto dei lavori stradali. Un giovane radicato nel territorio, con una rete familiare solida, la cui improvvisa scomparsa ha scosso profondamente la comunità locale. Le indagini proseguono senza sosta, con gli inquirenti impegnati a ricostruire ogni tassello di quei sette giorni che separano la scomparsa dal tragico ritrovamento.

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