Il mondo che verrà è stato girato in Romania, principalmente nella zona montuosa di Dâmbovicioara, scelta per rappresentare lo Stato di New York del 1856. Le fattorie e le abitazioni mostrate nel film furono costruite direttamente nella valle, mentre il paesaggio appartiene ai Carpazi.
Dâmbovicioara, il villaggio scelto per le riprese
La principale location è Dâmbovicioara, villaggio rurale del distretto di Argeș situato ai piedi dei monti Piatra Craiului. La produzione si stabilì in questa zona isolata, distante diverse ore di automobile da Bucarest, perché prati, boschi e rilievi potevano essere inquadrati senza mostrare costruzioni moderne.
Il territorio dei Carpazi rumeni sostituisce così la campagna dello Stato di New York nella quale vivono Abigail e Dyer. La valle non venne utilizzata soltanto come sfondo: gli animali delle fattorie vicine, i cambiamenti della luce e le condizioni atmosferiche entrarono concretamente nelle immagini. La troupe doveva inoltre affrontare fango, strade difficili e la possibile presenza di orsi e cani selvatici.
L’isolamento aiutò anche gli interpreti. Katherine Waterston e Vanessa Kirby, nei ruoli di Abigail e Tallie, trascorsero il periodo di lavorazione vicino al set, immersi nello stesso ambiente naturale che nel racconto condiziona la vita delle protagoniste.
Le fattorie furono costruite nella valle
Le case di Abigail e Tallie non erano antiche fattorie americane trasferite sullo schermo. Lo scenografo Jean-Vincent Puzos fece costruire da zero gli edifici necessari, comprese le capanne nelle quali vennero realizzate anche le scene interne. Non si trattò quindi di una ricostruzione in un teatro di posa tradizionale: esterni e interni condividevano la stessa location montana.
Le riprese durarono complessivamente 24 giorni e furono divise in 2 periodi, tra agosto e settembre e poi nel novembre 2019. Questa pausa permise alla regista Mona Fastvold di mostrare il passaggio delle stagioni e di tornare nella valle quando il paesaggio era coperto dalla neve. Il film venne realizzato in Super 16; il materiale girato raggiungeva poi Cinelab a Bucarest per la lavorazione. La capitale, dunque, ebbe soprattutto una funzione tecnica e non rappresenta la campagna visibile nella storia.
Cosa si può visitare oggi
Dâmbovicioara resta una destinazione accessibile, ma le fattorie costruite per il film non sono presentate come attrazioni cinematografiche aperte al pubblico. Chi arriva nella zona può comunque riconoscere il carattere del paesaggio scelto dalla produzione: pascoli, pendii boscosi, aziende agricole e vallate incorniciate dalle montagne.
Nei dintorni si estende il Parco Nazionale Piatra Craiului, visitabile attraverso i percorsi ufficialmente segnalati. Le principali mete naturali della zona sono le Gole di Dâmbovicioara, attraversate da una strada tra pareti calcaree, e la vicina Grotta di Dâmbovicioara, dotata di un itinerario turistico. Non sono necessariamente punti comparsi in una scena precisa, ma consentono di esplorare lo stesso ambiente montano che ha dato al film il suo aspetto selvaggio e senza tempo.