Itaca - Il ritorno è stato girato soprattutto in Grecia, tra l’isola di Corfù e Kyllini, nel Peloponneso occidentale. Gli interni furono realizzati a Roma, mentre altre riprese interessarono la Necropoli della Banditaccia e il Castello di Giulio II nel Lazio.
Corfù diventa l’isola di Ulisse
La parte più riconoscibile dell’Itaca cinematografica è composta dai paesaggi di Corfù, scelti per la vegetazione, le coste rocciose e la presenza di aree poco urbanizzate. Questi elementi hanno permesso al regista Uberto Pasolini di costruire un ambiente credibile per il ritorno di Ulisse, interpretato da Ralph Fiennes, senza affidarsi a scenari apertamente fantastici.
Le riprese sull’isola si svolsero nella primavera del 2023. Fra le comunità coinvolte figurano Krini, Liapades e Giannades, tutte nella parte centro-occidentale o nord-occidentale di Corfù. La zona di Paleokastritsa, caratterizzata da baie, promontori e ripidi rilievi sullo Ionio, costituisce il contesto naturale nel quale sorge una delle location principali.
I due castelli che formano il palazzo di Itaca
Il palazzo di Ulisse non corrisponde a un unico edificio. Nelle vedute da lontano appare Angelokastro, la fortezza bizantina costruita su una rupe della costa nord-occidentale di Corfù, vicino al villaggio di Krini. La sua posizione, a circa 300 metri sul mare, conferisce alla residenza reale l’aspetto isolato e dominante visto nel film.
Le aree attorno al palazzo e gli spazi racchiusi dalle mura furono invece girati al Castello di Chlemoutsi, presso Kyllini. Edificato nel XIII secolo dai principi franchi di Acaia, il complesso presenta una corte interna, possenti cinte murarie e ambienti che si prestano alla rappresentazione della reggia assediata dai pretendenti di Penelope. Le scene propriamente interne del palazzo furono realizzate a Roma.
Le altre location italiane
La lavorazione coinvolse anche due monumenti del Lazio. La troupe girò nella Necropoli della Banditaccia a Cerveteri, grande complesso funerario etrusco formato da strade, tumuli e tombe scavate nel tufo. Un’altra location fu il Castello di Giulio II nel borgo di Ostia Antica, fortezza rinascimentale costruita alla fine del XV secolo su progetto di Baccio Pontelli.
Cosa si può visitare oggi
Angelokastro è accessibile ai visitatori attraverso un percorso in salita: dalla sommità si osservano la costa di Paleokastritsa e il Mar Ionio. Anche Chlemoutsi è visitabile e ospita nel cortile interno un museo dedicato all’epoca dei cavalieri e alla presenza franca nella Morea.
Nel Lazio sono aperti al pubblico sia il percorso monumentale della Banditaccia, comprendente celebri tombe etrusche, sia il Castello di Giulio II. Quest’ultimo permette di esplorare il cortile, le strutture difensive e gli ambienti superiori della fortificazione, offrendo così la possibilità di ritrovare dal vivo una parte degli scenari impiegati nella produzione.
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