Emanuela Aiello arrestata per omicidio della figlia

Una madre arrestata per la morte della figlia di due anni: le indagini rivelano lesioni incompatibili con una caduta accidentale dalle scale.

Immagine di Emanuela Aiello arrestata per omicidio della figlia
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 6''
Fonte

Un caso che fa tremare Bordighera si arricchisce di dettagli sempre più inquietanti. Emanuela Aiello, 40 anni, è stata arrestata con l'accusa di omicidio preterintenzionale della figlia Beatrice, di appena due anni. La versione fornita dalla donna agli inquirenti – una tragica caduta dalle scale che sarebbe costata la vita alla piccola – si è sgretolata di fronte alle evidenze emerse dai primi esami medico-legali sul corpicino. Lividi incompatibili con un incidente domestico, contusioni provocate da un oggetto contundente, contraddizioni nel racconto della madre: un quadro che ha spinto il pubblico ministero a disporre l'arresto immediato.

Il medico legale intervenuto ha confermato a Mattino 5 quello che gli investigatori sospettavano: "La presenza di colpi e lesioni farebbe pensare a tutt'altro rispetto a una caduta dalle scale. Sicuramente sono stati provocati da oggetti esterni, contundenti". La donna, che viveva in una casa isolata di Bordighera insieme alle tre figlie di 2, 9 e 10 anni, dovrà comparire oggi davanti al giudice per la convalida dell'arresto. L'autopsia definitiva sul corpo della piccola Beatrice è fissata per lunedì e sarà cruciale per chiarire le cause esatte del decesso avvenuto lo scorso lunedì.

Durante l'interrogatorio, Emanuela Aiello è caduta più volte in contraddizione. Avrebbe riferito al pm che la bambina sarebbe scivolata dalle scale nei giorni precedenti al malore fatale, ma non è riuscita a spiegare in modo convincente l'origine delle lesioni riscontrate sul corpicino. Gli inquirenti stanno ricostruendo minuziosamente gli ultimi giorni di vita della piccola, cercando di capire cosa sia realmente accaduto tra le mura di quella casa in provincia di Imperia.

"Solo l'autopsia chiarirà le cause della morte. Le lesioni sono state provocate da oggetti contundenti"

La testimonianza di un barista locale aggiunge un ulteriore tassello al puzzle. L'uomo, che serviva regolarmente la famiglia, ha raccontato ai microfoni del programma Mediaset: "Venivano qui insieme a fare merenda. All'apparenza era una famiglia normale, mai si sarebbe pensato a una situazione simile". Il commerciante ha descritto il padre come molto legato alle bambine, sottolineando di non aver mai notato tensioni evidenti tra i genitori. "Da fine estate però non li ho più visti", ha precisato, esprimendo rabbia e tristezza per quanto accaduto.

Anche Don Luca, parroco di Bordighera Alta, è intervenuto sulla vicenda con parole cariche di dolore e autocritica. "Sono provato. Questa realtà è sfuggita probabilmente per la riservatezza che questa famiglia ha posto in essere", ha dichiarato il sacerdote, pur sottolineando che non si trattava di una famiglia isolata ma con molti parenti e amici. "Si poteva fare di più. Bisognava essere più attenti", ha ammesso, evidenziando come a volte le reti di protezione sociale possano non intercettare situazioni di pericolo nascoste dietro apparenze di normalità.

Il contesto familiare in cui viveva la piccola Beatrice era tutt'altro che sereno. Secondo quanto riportato da La Stampa, le tre bambine erano al centro di un'aspra battaglia legale tra i genitori, in fase di separazione. Emanuela Aiello avrebbe dovuto comparire a marzo davanti al giudice per ottenere l'affidamento delle figlie. La donna aveva denunciato il marito per maltrattamenti, accusandolo di minacce di morte, aggressioni fisiche e lanci di oggetti, anche davanti alle bambine. A seguito di questa denuncia, il giudice di sorveglianza aveva revocato all'uomo l'affidamento in prova ai servizi sociali e disposto il suo ritorno in carcere nell'agosto 2023.

Il padre delle bambine ha sempre contestato duramente la versione fornita dalla moglie, accusandola a sua volta di comportamenti violenti e aggressivi. Una guerra di accuse incrociate che ora assume contorni ancora più drammatici alla luce della morte della piccola Beatrice. Gli investigatori dovranno fare chiarezza su questa complessa dinamica familiare, valutando se e come abbia contribuito alla tragedia. Le altre due figlie della coppia, di 9 e 10 anni, sono ora al centro dell'attenzione dei servizi sociali, che dovranno garantire loro protezione e supporto psicologico dopo un trauma di questa portata.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!