Il mondo della politica italiana potrebbe presto essere scosso da un nuovo terremoto con un protagonista inaspettato: Fabrizio Corona. Dopo il clamoroso caso Signorini, lo scontro frontale con la famiglia Berlusconi e la censura dei suoi profili social da parte di Meta, Google e TikTok, l'ex re dei paparazzi sta alimentando con sempre maggiore insistenza le voci su una sua possibile discesa in campo. E il nome del movimento è già pronto: Falsissimo, proprio come il suo format che ha generato milioni di visualizzazioni su YouTube e trasformato le sue apparizioni nelle discoteche italiane in eventi da tutto esaurito.
A dare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato lo stesso Corona attraverso un post su X pubblicato lunedì 9 febbraio, nel quale ha annunciato di aver ricaricato tutte le puntate di Falsissimo sul suo canale YouTube e di essere al lavoro su "due nuovi grandi progetti che ci possano rendere liberi dagli attacchi di qualsiasi potere". Una dichiarazione sibillina che molti interpretano come il preludio alla fondazione di un vero e proprio partito politico, soprattutto dopo che lo stesso Corona aveva preannunciato una rivoluzione prevista per metà marzo, senza però svelare ulteriori dettagli.
I numeri parlano chiaro e spiegano perché l'ipotesi di un Corona politico non sia più così peregrina. Il suo canale YouTube conta milioni di visualizzazioni, migliaia di abbonati fedelissimi e un engagement che farebbe invidia a molti leader politici. L'1 febbraio, in un'intervista a Cronache Maceratesi, aveva escluso categoricamente una candidatura personale, ma aveva lanciato un'apertura significativa: "Sto pensando alla creazione di un partito o di un movimento, sto decidendo". Una precisazione importante che delinea uno scenario à la Beppe Grillo, con Corona come fondatore e stratega dietro le quinte piuttosto che come candidato in prima linea.
La sfida ai giudici era arrivata già lo scorso gennaio, all'uscita dal Tribunale di Milano, quando Corona aveva lanciato una provocazione destinata a far discutere: "Faccio 70 milioni di interazioni, più di un partito. Se mi chiudono fondo una lista civica, vinco le elezioni e comando tutti, anche la magistratura". Parole che suonavano come una minaccia, ma che ora potrebbero tradursi in un progetto concreto capace di sconvolgere gli equilibri in vista delle elezioni politiche del 2027.
Il target di Corona sembra essere principalmente quello dei giovani e, soprattutto, degli astensionisti cronici: quella fetta enorme di elettorato che ha smesso da tempo di recarsi alle urne e che potrebbe essere intercettata da un linguaggio diretto, antisistema e completamente slegato dalle dinamiche tradizionali. Una sorta di Movimento 5 Stelle 2.0 nella sua fase iniziale, con la differenza che Corona porta con sé un'esposizione mediatica e una capacità di generare dibattito che nessun altro personaggio non politico può vantare in questo momento.
Lo scenario che si profilerebbe per il 2027 sarebbe quindi ancora più frammentato: oltre ai partiti consolidati come Fratelli d'Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega e le formazioni minori come Azione, Italia Viva, +Europa e Noi Moderati, ci sarà sicuramente il nuovo soggetto di Roberto Vannacci con il suo Futuro Nazionale. E a questo panorama già affollato potrebbe aggiungersi proprio il partito Falsissimo, con Corona che difficilmente si alleerebbe né con il centrodestra (i rapporti con Pier Silvio e Marina Berlusconi sono ai ferri corti) né con il centrosinistra: sarebbe un battitore libero per definizione.
Sullo sfondo emerge anche la figura di Mario Adinolfi, che negli ultimi mesi si è trasformato in uno dei principali sostenitori di Corona, definendosi "l'unico giornalista" a denunciare la censura nei suoi confronti. Adinolfi ha persino ipotizzato un "tridente Adinolfi-Vannacci-Corona", ma appare altamente improbabile che l'ex agente dei fotografi possa accettare un ruolo da comprimario in qualsiasi progetto politico. Se davvero deciderà di fondare un partito, sarà lui il leader indiscusso, eventualmente coinvolgendo figure come Adinolfi in ruoli di supporto.
In realtà, non sarebbe la prima volta che Corona flirta con la politica. Nel 2012, quando Matteo Renzi era premier e segretario del Pd, aveva dichiarato pubblicamente di essere un suo estimatore: "Gli direi che in un futuro mi piacerebbe fare politica. Imparerei da lui perché da tutte le persone c'è da imparare, poi quello che avrei imparato lo userei magari nei miei progetti". La risposta dell'allora portavoce di Renzi era stata gelida: "Nessuno gli chiederà di far politica con noi. Per noi infatti la politica è una cosa seria". Oggi, a distanza di oltre un decennio, Corona potrebbe prendersi una rivincita clamorosa, costruendo non un ruolo da gregario ma un intero movimento politico attorno alla sua figura e al suo messaggio.
Resta da capire se l'annunciata rivoluzione di metà marzo coinciderà effettivamente con il lancio del partito Falsissimo o se si tratterà di un altro progetto mediatico. Una cosa è certa: con le sue polemiche, i suoi numeri stellari e la sua capacità di catalizzare l'attenzione, Fabrizio Corona potrebbe davvero rappresentare un elemento di imprevedibilità nella politica italiana dei prossimi anni, intercettando un malessere diffuso e trasformandolo in consenso elettorale. Il sistema politico tradizionale è avvisato.
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