Federica Torzullo: i 40 minuti chiave del delitto

La confessione di Claudio Carlomagno presenta incongruenze temporali e gli inquirenti ritengono che l'omicidio sia stato pianificato per settimane.

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Autore: Redazione ,
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Il caso della morte di Federica Torzullo, la 41enne uccisa ad Anguillara, si tinge di toni sempre più inquietanti. Gli inquirenti della procura di Civitavecchia stanno ricostruendo un puzzle che sembra portare dritto verso una verità agghiacciante: l'omicidio non sarebbe stato frutto di un raptus improvviso, ma il risultato di una lucida premeditazione durata settimane. Il marito Claudio Carlomagno, 40 anni, che ha confessato l'omicidio, avrebbe infatti pianificato nei minimi dettagli l'eliminazione della moglie, salvo poi agire prima del previsto a causa di una discussione sulla separazione.

La versione fornita da Carlomagno agli investigatori sta mostrando crepe sempre più evidenti. L'uomo ha dichiarato di aver ucciso la moglie nella notte tra l'8 e il 9 gennaio, per poi seppellirne il corpo in una fossa scavata dietro il deposito della sua azienda. Il problema? I tempi non tornano. Secondo la sua ricostruzione, avrebbe completato l'intera operazione in circa 40 minuti: troppo poco per quanto accaduto, secondo i magistrati.

Il procuratore capo Alberto Liguori ha espresso apertamente i suoi dubbi sulla dinamica raccontata dal reo confesso. Le indagini si stanno concentrando su due ipotesi principali: la buca potrebbe essere stata scavata in anticipo, a conferma della premeditazione, oppure Carlomagno potrebbe aver ricevuto aiuto da qualcuno prima, durante o dopo il delitto. Gli investigatori non escludono alcuna pista e stanno passando al setaccio ogni dettaglio della vita dell'uomo nelle settimane precedenti al femminicidio.

La decisione di Federica di separarsi sarebbe stata l'acceleratore di un piano omicida già maturato da tempo

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla radice del crimine ci sarebbe stata la ferma decisione di Federica di porre fine al matrimonio. Dopo mesi di crisi coniugale, la donna aveva proposto una soluzione che prevedeva la separazione e il trasferimento in due abitazioni diverse, mantenendo un'alternanza nella gestione del figlio minore che sarebbe rimasto nella villa familiare. Una proposta che Carlomagno avrebbe accettato solo in apparenza, mentre in realtà avrebbe iniziato a coltivare il proposito di ucciderla.

Il momento critico si sarebbe verificato durante le festività natalizie. Federica, esasperata dall'atteggiamento ostruzionistico del marito, gli avrebbe dato un ultimatum: dopo le feste di Natale, ciascuno avrebbe dovuto trasferirsi in domicili separati. La 41enne aveva in programma un viaggio in Basilicata previsto per l'11 gennaio e, al suo rientro, era determinata a dare seguito al piano di separazione.

La sera dell'8 gennaio, Federica sarebbe tornata sull'argomento con decisione, innescando la reazione letale di Carlomagno. Secondo il procuratore Liguori, quella discussione avrebbe rappresentato l'accelerazione di una decisione già maturata da tempo: l'uomo avrebbe deciso di agire immediatamente, anticipando quello che potrebbe essere stato un piano meticolosamente preparato nelle settimane precedenti.

Gli investigatori continuano a scavare nel passato recente della coppia, analizzando movimenti, comunicazioni e comportamenti di Carlomagno. L'obiettivo è ricostruire con precisione quando e come sia nata l'idea del delitto, e soprattutto stabilire se l'uomo abbia agito da solo o con la complicità di altri. Il quadro che emerge è quello di un femminicidio che va ben oltre il tragico epilogo di una lite domestica, configurandosi invece come l'esecuzione di un disegno criminale preparato con lucidità e freddezza.

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