La tragedia di Crans-Montana ha riportato l'attenzione su uno dei fenomeni più letali e meno conosciuti legati agli incendi in ambienti chiusi. Mentre le autorità svizzere continuano le indagini sulla notte di Capodanno che ha trasformato il locale Le Costellation in una trappola mortale, gli esperti puntano il dito su un meccanismo devastante che può trasformare una festa in un inferno nel giro di pochi istanti. La scienza degli incendi ha un nome preciso per questo killer invisibile: flashover, un termine tecnico che descrive la transizione fulminea da un principio di incendio apparentemente controllabile a un'esplosione generalizzata delle fiamme.
Il meccanismo è tanto rapido quanto letale. Richard Hagger, presidente dell'associazione britannica degli investigatori antincendio, descrive una sequenza che si ripete con drammatica regolarità: le fiamme iniziali salgono verso l'alto, raggiungono il soffitto e si espandono orizzontalmente. A questo punto la radiazione termica rimbalza verso il basso, investendo ogni superficie presente nell'ambiente. Mobili, tende, arredi: tutto viene bombardato da un calore crescente che innesca una reazione chimica silenziosa ma mortale.
I materiali non prendono ancora fuoco direttamente, ma iniziano a decomporsi rilasciando gas infiammabili nell'atmosfera. Quando questi gas raggiungono la temperatura critica di innesco, l'ambiente viene investito da un'accensione simultanea che trasforma letteralmente la stanza in una palla di fuoco. Il NIST, l'ente federale statunitense che si occupa anche di ricerca sugli incendi, definisce questo momento come quello in cui "le superfici esposte alla radiazione termica raggiungono quasi simultaneamente la temperatura di innesco".
La micidialità del flashover risiede in un effetto domino alimentato dall'accumulo di calore e fumi caldi sotto il soffitto. Il tempo di reazione per chi si trova all'interno crolla drasticamente: dai tre ai cinque minuti, talvolta anche meno. Non c'è una progressione graduale che permetta di valutare il pericolo crescente, ma una transizione brutale che coglie di sorpresa anche chi crede di avere ancora margini di manovra. La temperatura può schizzare fino a 600 gradi con un flusso termico al suolo che raggiunge i 20 kilowatt per metro quadrato: condizioni che rendono impossibile la sopravvivenza per chi non indossa protezioni specifiche.
Il terzo fattore letale è rappresentato da fumo e gas tossici. Nel momento in cui il locale entra nella fase di flashover, la produzione di fumi caldi e prodotti di combustione aumenta in modo esponenziale. Anche senza il contatto diretto con le fiamme, l'atmosfera diventa rapidamente irrespirabile e la visibilità si azzera completamente. Per chi si trova all'interno, il flashover può manifestarsi quando l'incendio sembra ancora confinato a un angolo della stanza, apparentemente gestibile.
I segnali premonitori esistono, ma richiedono una conoscenza specifica per essere interpretati: il calore che aumenta rapidamente, lo strato di fumo che scende progressivamente verso il pavimento, le fiamme che sembrano "correre" nel fumo vicino al soffitto in un fenomeno chiamato rollover. Una sensazione generale di peggioramento improvviso rappresenta l'ultimo campanello d'allarme prima della catastrofe. Le linee guida operative dei vigili del fuoco insistono proprio sul riconoscimento di questi segnali, ma parliamo di professionisti addestrati, non certo di un gruppo di ragazzi intenti a festeggiare il nuovo anno.
È importante distinguere il flashover dal backdraft, fenomeno con cui viene spesso confuso. Il primo è guidato dalla combinazione micidiale di calore e radiazione termica, che porta tutto il materiale combustibile esposto a raggiungere simultaneamente le condizioni di accensione. Il backdraft invece riguarda incendi che stanno bruciando in carenza di ossigeno: quando improvvisamente entra aria dall'esterno, attraverso una porta o una finestra che viene aperta, può verificarsi un'accensione esplosiva dei gas accumulati.
Mentre i feriti, numerosi e molti in condizioni gravi, ricevono le cure necessarie, inizierà la fase delle inchieste. Data la presenza di partecipanti di diverse nazionalità alla festa di Capodanno, è probabile che si aprano procedimenti paralleli in più paesi. Solo allora si potrà ricostruire con precisione cosa sia esattamente accaduto dentro al Le Costellation quella notte, quando una scintilla ha scatenato quello che gli esperti chiamano un propagarsi quasi "folle" delle fiamme, un fenomeno che la scienza studia da decenni ma che continua a mietere vittime, trasformando luoghi di festa in trappole mortali nel giro di pochi, terribili secondi.
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