Prima che il nuovo DC Universe ridisegnasse equilibri e protagonisti, Gal Gadot aveva ricevuto una prospettiva precisa: sviluppare Wonder Woman 3 ancora con lei al centro del progetto. Quel percorso, ha raccontato l’attrice, non è poi proseguito. A lasciarle l’impressione più negativa, però, è stato soprattutto il modo in cui la transizione è stata condotta. Gadot ha giudicato poco elegante la gestione delle uscite di Henry Cavill, interprete di Superman, e di Patty Jenkins, regista dei due film dedicati all’eroina amazzone. Il suo racconto descrive così una chiusura segnata meno dalla fine del progetto che dal trattamento riservato alle persone coinvolte.
Le parole provengono dall’intervista pubblicata il 31 agosto 2026 nel podcast Happy Sad Confused di Josh Horowitz. Pur esprimendo con chiarezza il proprio disappunto, Gadot ha precisato una volta sola il confine della sua posizione: non nutre rancore ed è riconoscente per l’opportunità di aver interpretato Wonder Woman. La critica riguarda quindi la gestione di quel passaggio e il modo in cui furono accompagnate le partenze di Cavill e Jenkins, senza cancellare il valore che l’esperienza ha avuto nella sua carriera.
Nemmeno un eventuale ritorno nei panni di Diana Prince, del resto, avrebbe oggi una risposta scontata. L’attrice ha ammesso di non sapere se accetterebbe un altro film di Wonder Woman: produzioni di questa portata richiedono tempi di lavorazione molto lunghi, difficili da conciliare con i suoi impegni familiari. Ha anche rivolto il proprio sostegno a chi interpreterà il personaggio dopo di lei, riconoscendo che l’eroina potrà continuare oltre la sua versione. Ne emerge una posizione netta ma priva di amarezza: gratitudine per ciò che è stato, perplessità sul modo in cui si è concluso e nessuna certezza sulla volontà di ricominciare, anche se l’occasione dovesse presentarsi.