Il mondo dei fumetti ha sempre avuto un rapporto complicato con i retcon e i reboot, ma poche storyline hanno suscitato le controversie di "One More Day", l'arco narrativo Marvel pubblicato tra il 2007 e il 2008 che ha cancellato il matrimonio tra Peter Parker e Mary Jane Watson. A distanza di anni, questa decisione editoriale continua a dividere profondamente i fan, e ora anche George R.R. Martin, il celebre autore de "Il Trono di Spade" e noto appassionato di fumetti, ha espresso pubblicamente il suo disappunto verso questa operazione creativa che ha riscritto decenni di continuity dell'Uomo Ragno.
Martin, che non ha mai nascosto la sua passione per i comic book Marvel (tanto che un fumetto della Casa delle Idee ha effettivamente ispirato alcuni elementi di "Game of Thrones"), ha recentemente dichiarato a Popverse tutta la sua frustrazione verso la pratica dei retcon nel medium fumettistico. Le sue parole riflettono il sentimento di una larga parte della fanbase: "Seguo un personaggio o un supereroe per anni, a volte decenni, e poi arrivano e dicono 'Oh no, niente di tutto questo è accaduto. Ricominciamo da capo'. Questa cosa mi fa sempre arrabbiare tremendamente".
Per chi non conoscesse la storia, "One More Day", scritta da J. Michael Straczynski e disegnata dall'allora editor-in-chief Marvel Joe Quesada, presenta una premessa tanto drammatica quanto controversa: Spider-Man stringe un patto con Mephisto, entità demoniaca dell'universo Marvel, per salvare la vita di zia May. Il prezzo da pagare? La cancellazione del suo matrimonio con Mary Jane Watson dalla realtà stessa. Un'operazione narrativa che ha immediatamente diviso la community, considerando che molti lettori avevano seguito l'evoluzione della relazione tra Peter e M.J. fin dai primi numeri di "The Amazing Spider-Man".
Le motivazioni editoriali dietro questa scelta erano chiare nella visione di Joe Quesada, che nel 2009 spiegò al Times la filosofia alla base dell'operazione. Secondo l'editor-in-chief, il matrimonio rendeva Spider-Man troppo adulto, allontanandolo potenzialmente dal pubblico più giovane. L'obiettivo dichiarato era mantenere il personaggio eternamente giovane e rilevante per le nuove generazioni. Quesada sostenne che "Spider-Man è oggi un'entità editoriale più solida che mai", prevedendo correttamente che il clamore online sarebbe durato solo un paio d'anni.
La realtà dei fatti, però, racconta una storia diversa. "One More Day" non compare praticamente mai nelle liste dei migliori fumetti di Spider-Man, e la sua reputazione tra i fan resta pessima anche a distanza di oltre quindici anni dalla pubblicazione. La scelta di liberare Peter Parker dai "vincoli" del matrimonio per renderlo più appetibile commercialmente ha sollevato questioni fondamentali sulla natura stessa della serialità nei comic book americani e sul rispetto della continuity narrativa.
Da allora, Marvel Comics ha proposto diverse relazioni romantiche per Spider-Man, e più volte ha stuzzicato i fan con possibili reunion tra Peter e Mary Jane, senza però mai ripristinare il matrimonio canonico. La run recente di Nick Spencer su "The Amazing Spider-Man" ha provato a ricucire parzialmente il rapporto tra i due personaggi, ma il danno alla continuity resta, alimentando il dibattito sulla gestione dei personaggi iconici nelle case editrici americane.
Il caso sollevato da George R.R. Martin tocca un nervo scoperto dell'industria fumettistica contemporanea: fino a che punto è lecito stravolgere decenni di storytelling per inseguire presunte esigenze commerciali? La questione assume particolare rilevanza considerando che Martin stesso, nella sua saga letteraria, ha sempre privilegiato le conseguenze permanenti delle azioni dei personaggi, rendendo "Il Trono di Spade" celebre proprio per l'irreversibilità di certe scelte narrative. Una filosofia diametralmente opposta alla logica del retcon che domina l'universo dei supereroi Marvel e DC.
Guardando al futuro, resta da vedere se Marvel deciderà mai di fare marcia indietro su "One More Day", magari attraverso un evento che ripristini il matrimonio Parker-Watson. Nel frattempo, la controversia attorno a questa storyline continua a rappresentare uno dei casi più emblematici di come le decisioni editoriali possano alienare una parte significativa della fanbase, anche quando supportate da ragioni commerciali apparentemente solide. Per i lettori affezionati come Martin, il danno alla credibilità narrativa dell'Uomo Ragno rimane una ferita ancora aperta.
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