George R.R. Martin: il reboot Marvel fallirà

Più tempo passa senza pubblicare Winds of Winter, più cresce la frustrazione dei fan verso George R.R. Martin per i ritardi nella saga.

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Autore: Redazione ,
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Nel panorama del dibattito critico sui reboot e le modifiche retroattive alla continuity, una voce inaspettata si è levata a far tremare le fondamenta del Marvel Cinematic Universe: quella di George R.R. Martin, il creatore de Il Trono di Spade che, tra un capitolo di The Winds of Winter e l'altro, ha deciso di lanciare un monito durissimo a Disney. Il suo bersaglio? La pessima abitudine di cancellare decenni di narrazione per ricominciare da capo, una pratica che ha già devastato i fumetti Marvel e che ora rischia di compromettere irreparabilmente il futuro cinematografico della Casa delle Idee. Le sue parole, riportate da Popverse, risuonano come un campanello d'allarme per Kevin Feige e la sua squadra, proprio mentre si preparano al discusso "reset" annunciato per Avengers: Secret Wars.

"Non mi piacciono i retcon, non mi piacciono i reboot" ha dichiarato Martin senza mezzi termini, esprimendo la frustrazione di milioni di fan in tutto il mondo. Lo scrittore ha descritto perfettamente il dolore di seguire un personaggio o un supereroe "per anni, a volte decenni" per poi sentirsi dire che "niente di tutto questo è realmente accaduto" e assistere a un riavvio completo della narrazione. Il riferimento più pungente è arrivato quando Martin ha citato esplicitamente uno dei momenti più controversi della storia fumettistica Marvel: "Peter Parker ha sposato Mary Jane... non puoi cancellare queste cose, ma oggi lo fanno comunque".

Il riferimento è chiaramente rivolto alla famigerata storyline "One More Day", pubblicata nel 2007, che ha dissolto il matrimonio tra Spider-Man e Mary Jane Watson in quello che rimane uno degli esempi più odiati di revisione narrativa nella storia dei fumetti. In quella saga, scritta da J. Michael Straczynski e Joe Quesada, Peter Parker stringe un patto con Mephisto, l'equivalente Marvel del Diavolo, per salvare la vita di zia May dopo che questa è stata colpita da un proiettile destinato a lui durante gli eventi di Civil War. Il prezzo? L'oblio completo del matrimonio con Mary Jane, cancellato dalla memoria del mondo intero, inclusi i due protagonisti, annullando così l'iconico matrimonio celebrato nel 1987 in The Amazing Spider-Man Annual #21.

La decisione di cancellare decenni di continuity venne percepita dai lettori come un cinico tentativo di rendere Spider-Man più commerciale, trasformandolo nel giovane scapolo delle trasposizioni cinematografiche come The Amazing Spider-Man

Il fatto che Martin menzioni ancora oggi "One More Day" mentre discute di retcon dimostra quanto profonda sia la ferita inferta ai fan Marvel da quella decisione editoriale. E ora Disney si trova di fronte a un'operazione potenzialmente altrettanto divisiva: il già annunciato "reset" del MCU attraverso Avengers: Secret Wars. Kevin Feige ha confermato a Variety lo scorso luglio che il film fungerà da punto di svolta, preferendo il termine "reset" alla "parola spaventosa" reboot, ma la sostanza rimane invariata: l'intero universo cinematografico subirà una trasformazione radicale.

Il piano prevede il recast di personaggi iconici come Steve Rogers e Tony Stark, i cui interpreti si sono ritirati dal franchise, e l'introduzione dei mutanti nel tessuto narrativo del MCU. Feige ha dichiarato che "gli X-Men sono il punto dove accadrà tutto questo", suggerendo che il reset fornirà la giustificazione narrativa per l'improvvisa comparsa di una popolazione mutante fino ad ora mai vista. Se da un lato l'integrazione degli X-Men richiede effettivamente una certa flessibilità narrativa – considerando che Disney ha acquisito i diritti solo dopo l'avvio del MCU – dall'altro il ritorno di Captain America e Iron Man implica necessariamente l'annullamento, parziale o totale, degli eventi di Avengers: Endgame.

Qui risiede il paradosso più preoccupante dell'operazione Marvel: se persino la conclusione della Infinity Saga può essere messa in discussione, significa che nessun elemento della continuity stabilita è al sicuro. Nonostante Feige cerchi di minimizzare parlando di "reset" piuttosto che di reboot completo, la realtà è che i fan più devoti – quelli che hanno investito emotivamente in ogni twist narrativo dell'ultimo quindicennio – rischiano di sentirsi traditi esattamente come i lettori di Spider-Man nel 2007. E sono proprio questi superfan a rappresentare oggi la spina dorsale del pubblico Marvel, in un'epoca in cui la superhero fatigue ha drasticamente ridotto l'appeal mainstream del genere.

L'ironia amara è che Marvel sta scommettendo sul reboot per riconquistare quelle masse che un tempo garantivano incassi miliardari a ogni uscita, ma sono proprio i fan hardcore a tenere in vita il brand oggi: sono loro a vedere ogni film al cinema, a guardare ogni serie in streaming su Disney+, a dominare le conversazioni sui social media. Allontanare questa base proprio mentre il pubblico generalista continua a disertare progetti come Thunderbolts e Fantastic Four potrebbe rivelarsi un errore strategico fatale. Le parole di George R.R. Martin servono da promemoria: chi ama davvero queste storie non dimentica, e cancellare la continuity potrebbe significare cancellare definitivamente la fiducia dei fan, un retcon alla volta.

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