Che fine ha fatto Tomas Milian, Monnezza in Il trucido e lo sbirro?

Tomas Milian, il Monnezza di Il trucido e lo sbirro, proseguì tra cinema italiano e Hollywood fino alla sua ultima apparizione nel 2014.

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Autore: Redazione ,
Film
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Tomas Milian non recita più: l’attore che interpreta Sergio Marazzi, detto Monnezza, in Il trucido e lo sbirro è morto a Miami il 22 marzo 2017, a 84 anni, in seguito a un ictus. Dopo il film di Umberto Lenzi continuò però a lavorare per quasi 40 anni, passando dai polizieschi italiani a produzioni dirette da alcuni dei maggiori registi americani.

Da Sergio Marazzi a Nico Giraldi

Nel film del 1976 Milian dà vita per la prima volta a Sergio Marazzi, ladruncolo romano soprannominato Monnezza, fatto uscire di prigione dal commissario Antonio Sarti per aiutare la polizia a salvare una bambina rapita. Il personaggio tornò in La banda del trucido e in La banda del gobbo, entrambi del 1977; nel secondo titolo Milian sostenne un doppio ruolo, interpretando anche Vincenzo Marazzi, il Gobbo.

Negli stessi anni l’attore costruì un’altra figura amatissima, il commissario Nico Giraldi, inaugurato in Squadra antiscippo nel 1976 e protagonista di una lunga serie diretta da Bruno Corbucci fino a Delitto al Blue Gay del 1984. Giraldi e Monnezza sono due personaggi distinti, anche se il volto di Milian, il romanesco e l’energia istrionica dell’attore hanno finito per sovrapporli nella memoria popolare.

Il ritorno al cinema d’autore e la carriera americana

Milian non rimase confinato alla commedia poliziesca. Dopo Il trucido e lo sbirro lavorò con Bernardo Bertolucci in La luna del 1979, interpretazione che gli valse il Nastro d’argento come migliore attore non protagonista, e con Michelangelo Antonioni in Identificazione di una donna del 1982.

Nel 1989 si trasferì negli Stati Uniti e ricominciò come caratterista, accettando ruoli meno centrali ma entrando in produzioni internazionali di grande rilievo. Apparve in Havana di Sydney Pollack nel 1990, JFK - Un caso ancora aperto di Oliver Stone nel 1991 e Amistad di Steven Spielberg nel 1997. Nel 2000 recitò in The Yards di James Gray e fu il generale Arturo Salazar in Traffic di Steven Soderbergh. Tra i lavori successivi figura anche The Lost City, diretto da Andy García nel 2005.

Gli ultimi anni e l’eredità di Monnezza

Nel 2014 il Festival Internazionale del Film di Roma gli assegnò il Marc’Aurelio Acting Award alla carriera, riconoscendolo come uno dei volti simbolo della romanità cinematografica, nonostante fosse nato all’Avana. Nello stesso anno uscì l’autobiografia Monnezza amore mio e Milian comparve nella commedia americana Fugly!, la sua ultima interpretazione cinematografica.

Al momento della morte viveva da anni negli Stati Uniti. La sua carriera resta legata a un paradosso affascinante: un attore cubano, formatosi all’Actors Studio di New York, diventò una delle maschere più riconoscibili del cinema popolare romano. Per chi rivede oggi il film di Lenzi, Monnezza non è quindi il capolinea di Milian, ma il personaggio che aprì la fase più popolare e duratura della sua storia artistica.