Il figlio di Sal Da Vinci: «La malattia e papà»

Francesco Da Vinci racconta a La Volta Buona il legame con il padre Sal e la vittoria a Sanremo 2026 con il brano scritto insieme, frutto di passione e sacrifici condivisi.

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Autore: Redazione ,
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Una vittoria che porta la firma di tutta la famiglia. Il trionfo di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con il brano Per sempre sì non è solo il coronamento di una carriera straordinaria, ma anche il frutto di un legame speciale con il figlio Francesco Da Vinci, classe 1993, che di quel pezzo è uno degli autori. Una storia di sangue, musica e sacrifici che va ben oltre il palco dell'Ariston e che, ospite del talk show di Rai 1 La Volta Buona, Francesco ha raccontato con una sincerità disarmante alla conduttrice Caterina Balivo.

Il DNA musicale, nel caso dei Da Vinci, non mente davvero. Francesco ha seguito fin da bambino le orme del padre, coltivando la passione per il canto e la scrittura, e la vittoria sanremese rappresenta per lui il momento in cui due percorsi paralleli si sono finalmente incrociati sul palcoscenico più importante della musica italiana. «Mio padre mi ha insegnato che la gavetta è fondamentale, che non tutto arriva subito, ma che attraverso i sacrifici, la dedizione e la costanza si può raggiungere qualcosa», ha dichiarato Francesco, con parole che suonano come un manifesto generazionale.

Sul brano vincitore, Francesco ha svelato le intenzioni creative che hanno guidato la scrittura: «Volevamo creare un brano travolgente, mettere allegria e portare un messaggio diverso, fare un Sanremo con il sorriso». Una scommessa riuscita alla perfezione, considerando l'esito della kermesse ligure, dove Per sempre sì ha conquistato giuria, critica e pubblico con la sua energia contagiosa e il suo spirito positivo, quasi controcorrente rispetto a certe tendenze introspettive che dominano il panorama pop contemporaneo.

«Pregavo la Madonnina del reparto: se lo salvi smetto di cantare» — Sal Da Vinci, ricordando la malattia del figlio Francesco

Ma la puntata di La Volta Buona ha riservato anche un momento di televisione pura, toccante e inaspettato. Caterina Balivo ha mandato in onda un video in cui Sal Da Vinci, visibilmente commosso, ripercorreva uno dei momenti più bui della sua vita: quando Francesco, a soli un anno e mezzo, venne colpito da meningite. «Pregavo la Madonnina del reparto, all'ospedale Santobono: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare e mi hanno chiamato i medici per firmare, dovevano fargli la puntura lombare. E Dio lo ha salvato», ha confessato il cantante napoletano, in un racconto capace di fermare il respiro.

Francesco, che di quella vicenda ha saputo solo in seguito per via della sua giovane età, ha completato il quadro con un ricordo che demolisce ogni cliché sul figlio di uno showman cresciuto tra gli agi: «La nostra adolescenza è stata dura da un certo punto di vista, ma i miei non ci hanno mai fatto mancare nulla. Oggi, dall'esterno, si può pensare che siamo cresciuti sotto una campana di vetro, ma non era affatto così. Le vacanze non c'erano». Parole che restituiscono la dimensione reale di una famiglia che ha costruito tutto con il sudore della fronte, lontana dai riflettori.

Con la vittoria a Sanremo ancora fresca e un sodalizio artistico padre-figlio che promette di consolidarsi, i Da Vinci sembrano pronti a scrivere insieme un nuovo capitolo della loro storia musicale. Per Francesco, questo trionfo non è un punto di arrivo, ma il primo grande trampolino di una carriera che, sulle orme di Sal, vuole costruirsi mattone dopo mattone, proprio come insegna la gavetta che il padre gli ha trasmesso come eredità più preziosa.

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