Imperium: Loznitsa vince a Londra con l’URSS filmata dai cineasti italiani

Imperium di Sergei Loznitsa vince al 70° London Film Festival: il documentario ricostruisce la vita sovietica con riprese di cineasti italiani.

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Autore: Redazione ,
Film
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Prima di entrare nella produzione di Imperium, l’Italia è già dentro le sue immagini. Sono cineasti italiani ad aver girato nell’Unione Sovietica i materiali d’archivio su cui lavora Sergei Loznitsa: un’origine che dà alla ricostruzione della vita sovietica un preciso punto d’osservazione. Il 18 ottobre 2026 il BFI ha annunciato che l’opera ha vinto il premio per il miglior film nel concorso ufficiale del 70° London Film Festival. Il legame italiano con il documentario comincia dunque dalle persone che hanno ripreso quella realtà, molto prima della sua realizzazione.

I materiali risalgono al periodo tra il 1970 e il 1973. È questo l’orizzonte temporale delle immagini attraverso cui il regista ricostruisce la vita nell’URSS: un intervallo circoscritto all’interno di una storia assai più lunga. La loro provenienza introduce anche una questione di sguardo. Il mondo sovietico arriva sullo schermo attraverso ciò che cineasti di un altro Paese hanno osservato e filmato, con la distanza che questo comporta. Nell’incontro tra il soggetto delle riprese e chi le ha realizzate si trova una chiave di lettura del progetto: quelle immagini raccontano una realtà e, insieme, il modo in cui è stata guardata.

A questa radice documentaria si affianca una struttura produttiva europea. La scheda di Kino Produzioni indica una coproduzione tra Germania, Italia, Francia e Lituania, con il coinvolgimento di Rai Cinema e Luce Cinecittà. Il contributo italiano assume così due forme, separate nel tempo e nelle funzioni: la realizzazione delle riprese originali e la partecipazione al film che oggi le utilizza. È il tratto che lega la materia storica di Imperium al lavoro contemporaneo necessario per riportarla al cinema.